Lutto
Frana sotto alle mura, paura sull’Amiata
Smottamenti a Castel del Piano vicino al tratto crollato anni fa. Il Comune chiama la Protezione civile
CASTEL DEL PIANO. Una frana sotto le mura di Castel del Piano e massi non ancorati che sembrano stare attaccati solo per attrito. C’è preoccupazione, a Castel del Piano, per un movimento franoso che riguarda la parte sottostante le mura del paese. Ad accorgersene è stato nei giorni scorsi un casteldelpianese che, durante una passeggiata, ha notato che una vasta zona di roccia e terra pareva essersi messa in movimento e che vi erano per lo meno altri tre punti sotto le mura all’apparenza instabili.
Il sito è solo in parte consolidato dopo che, alcuni anni or sono, si è staccato un masso che ha provocato, a valle, l’interruzione non più sanata della vecchia strada di Montegiovi. Stavolta si escludono pericoli per chi abita nel Poggio, la piattaforma rocciosa più alta del centro storico. Ma il sindaco, Claudio Franci, è preoccupato.
Dopo la frana di qualche anno fa è stato programmato un grande progetto di consolidamento e ripristino ma solo tre stralci, pari a circa il 50% dell’intervento, sono completati. «Per fortuna – spiega il tecnico comunale Matteo Bognomini – i lavori di consolidamento effettuati stanno reggendo bene, segno che sia il progetto che l’esecuzione erano validi. Infatti lì non c’è nessun movimento. Purtroppo, però, il movimento c’è subito sotto le mura. La zona è compresa fra quelle provinciali ad emergenza frana».
Mercoledì Bognomini ha effettuato un sopralluogo col collega Paolo Pericci e ha visto che «a valle del consolidamento effettuato di recente – spiega – il terreno scivola verso valle. Va assolutamente valutata l’entità della frana. A prima vista sembrerebbe non profonda, ma occorrono analisi geofisiche per stabilirlo».
Oltre a questo i tecnici hanno anche individuato alcuni massi, vicini a quello precipitato anni fa, che paiono non essere ancorati bene al terreno. Tutto il versante delle mura non ancora consolidate, insomma, andrebbe stabilizzato. «La parte su cui l’amministrazione è intervenuta – prosegue Bognomini – era quella più a rischio. Lo abbiamo fatto con lavori specialistici e costosi, come quelli che sarebbero necessari adesso. Abbiamo chiesto un finanziamento al ministero dell’Ambiente e speriamo di poterci inserire in qualche opportunità».
Lavori costosi, insomma, se si pensa che il consolidamento del 50% di mura è costato circa un milione di euro a cui si assommano i 500mila che hanno permesso la costruzione di un collegamento fra il piede delle mura e piazza Bellavista, la terrazza del Poggio. Un lavoro mastodontico.
Di fronte a questa nuova emergenza, l’amministrazione ha chiesto il sopralluogo dei tecnici della Protezione civile «affinché si valuti quali decisioni immediate prendere. I nostri tecnici comunali che conoscono benissimo la zona hanno fatto un primo monitoraggio e la cosa non può essere presa sottogamba».
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