Attenzione
Le Mura dimenticate Cinghialino chiuso e ascensore già fermo
Un mese dopo l’inaugurazione la troniera è inaccessibile Cavi elettrici penzolano ovunque e pavimentazione ko
GROSSETO. Per favore, cambiate canale. Pure ieri abbiamo fatto due passi in centro e pure ieri ci siamo trovati a dover fare i conti con una realtà immobile.
Un brutto film. Sempre lo stesso. Fermo, nel vero senso della parola, è l’ascensore ricavato nell’orrenda struttura circolare su via Saffi, a due passi dal Cassero. Arrugginito, per anni inutilizzato, a fine dicembre 2013 – dopo l’insistenza del Tirreno - è stato rimesso in sesto dal Comune che si era sprecato in una vagonata di promesse. Ora è di nuovo bloccato. Per farlo partire una prima volta c’è voluto un decennio. In quel water i grossetani hanno gettato diversi quattrini tra progettazione, manutenzione, cura e messa a norma degli impianti.
A pochi metri da quello scempio c’è un’altra scena poco simpatica. Sì, perché nel sontuoso e tanto apprezzato Cassero, dove il Comune ha investito (con ragione) tanti soldi, è stato spostato l’ufficio informazioni turistiche. Peccato che a segnalarlo, oltre al cartellone con le scritte stampate sopra la porta d’ingresso al bastione, ci sia sempre il groviglio di fili elettrici che passano sulla testa di chiunque si trovi a girellare da quelle parti. Roba inaccettabile per un improvvisato villaggio turistico, figuratevi per un capoluogo ricco di storia e bellezze. Brutto film anche per gli arredi dentro Mura: da piazza della Palma, con cartelli sfasciati e lasciati così da troppo tempo, sino all’imboccatura di corso Carducci. Non va meglio neppure in piazza De Maria, piazza del Mercato e via Ximenes. Ma c’è dell’altro: ricordate la troniera al Cinghialino? Il passaggio interno al bastione che collega le vie Mazzini e Ximenes è stato inaugurato un mese fa. Dopo oltre un anno di annunci si era arrivati ai fatti: lavori per 30mila euro, una bella pulizia e tutti felici. Ecco perché a sorseggiare qualcosa nel buffet allestito tra i cunicoli c’erano molte figure di spicco del Comune, tra cui il sindaco Emilio Bonifazi e l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. Già da qualche giorno, però, arrivano al Tirreno segnalazioni di lettori che parlano di un cancello sbarrato. Il tunnel che un tempo ospitava i grossetani disperati per i bombardamenti degli Alleati, doveva essere chiuso solo di notte, ma le cose sembrano molto diverse. Ieri, dopo pranzo, abbiamo trovato la struttura inaccessibile. Ora, visto che i soldi sono stati spesi e che l’inaugurazione, con tanto di chiacchiere e foto, è stata fatta, ci domandiamo quale sia l’idea dell’amministrazione. Ma queste non sono le uniche pecche di un centro storico ridotto a salotto cattivo: cavi e cavetti spuntano qua e là per le viuzze antiche, così come sulle Mura. Diversi gli angoli ridotti a piccole latrine e le aree troppo buie o abbandonate da tempo. Dal Marraccini, dove la gente ha lasciato il cuore, sino al vecchio ospedale: lì sono nati migliaia di grossetani, oggi cade a pezzi e – cosa ancor più drammatica – non c’è un progetto di recupero. Finirà nei prossimi programmi elettorali, alla voce del “faremo”. Ma il centro è anche e soprattutto una pavimentazione vergognosa, fatta di buche e pietre spaccate. Possibile inserire una clausola che d’ora in avanti imponga alle ditte costruttrici una sorta di “garanzia” per i lavori fatti? Questo è il film, va in scena su tutti gli schermi dei grossetani. Da anni. I quattrini in cassa sono sempre meno e lo Stato in versione vampiro porta via la gran parte delle risorse. Ma gli sprechi ci sono. E vanno trovati. Altrimenti è inutile puntare sul turismo. Per favore, cambiate canale.
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