Il Tirreno

Grosseto

«La riorganizzazione non va»

Anche i sindacati Nursing Up e Usb sull’ospedale: caos con i nuovi setting e mancano posti letto

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GROSSETO. La provincia di Grosseto è all'ultimo posto in Toscana e tra gli ultimi a livello nazionale - con 2,45 posti letto ogni 1.000 abitanti - a fronte di una media che supera i 4. È ancora più impietosa, rispetto a quella del consigliere comunale Simone Marchetti e del sindacato Uil, la disamina compiuta ieri dalle sigle Nursing Up e Usb, molto potenti all'interno dell'Asl 9, riguardo alla nuova organizzazione dell'ospedale Misericordia.

Nel mirino i vertici. «Non ci piace - scrivono - esternare fuori dai tavoli di contrattazione le problematiche inerenti l'erogazione dei servizi sanitari dell'Asl 9, ma ormai è inevitabile. La dirigenza aziendale infatti continua a dimostrarsi sorda ai ripetuti segnali di sofferenza e di malcontento che serpeggiano tra i lavoratori, con ricadute non certo positive per la corretta erogazione dei servizi e la salvaguardia dei diritti dell'utenza. A loro importa invece primeggiare nelle valutazioni del MeS e del Sant'Anna dimenticando la vera mission, rappresentata dalla ricerca della qualità dell'assistenza e la centralità della figura del paziente».

Il rimpianto per i reparti. Poi si va nello specifico. «L'organizzazione per intensità di cure - proseguono i sindacalisti di Nursing Up e Usb - propagandata come la nuova frontiera dell'assistenza, dove il malato dovrebbe trovarsi al centro del percorso assistenziale, si è risolta con l'abolizione dei vecchi reparti, divisi per specialistiche, e l'introduzione dei setting, dove la decisione di dove ricoverare il paziente dovrebbe essere determinata non dalla sua patologia, ma dal grado di complessità assistenziale di cui necessita. Nella realtà, tranne una cospicua e quanto mai sospetta riduzione di posti letto disponibili (forse era questo il vero obiettivo?) praticamente nulla di quanto decantato si è realizzato». Gli esempi non mancano: «Le terapie intensive sono ancora oggi divise tra Rianimazione e Utic, mentre l'area chirurgica, ben lontana dal concetto di intensità di cura, ha visto la nascita di due reparti di degenza differenziati, non dalla criticità bassa, media o alta dei pazienti, ma dalla gestione dell'intervento chirurgico, cioè in elezione (interventi programmati) o in urgenza».

Posti-letto. Uno dei nodi del problema è la carenza dei posti letto nella cosiddetta Area Medica. «Qui il tentativo di applicare il nuovo tipo di organizzazione in realtà è stato fatto, ma è naufragato subito a causa della cronica indisponibilità di letti liberi, che costringe sempre più spesso gli operatori a collocare i nuovi degenti dove c'è posto, senza poter applicare nessun tipo di criterio valutativo. Ora poi si è deciso di costruire un altro pezzo di ospedale, giustificando il tutto con le esigenze di un'organizzazione per intensità di cure, che però in pratica non esiste».

Caos al pronto soccorso. Il problema del pronto soccorso del Misericordia è l'ultimo fronte toccato dai sindacati. «Qui non si riesce a smaltire le richieste di soccorso e i pazienti stazionano anche giorni in Obi (la cosiddetta osservazione breve intensiva) prima di trovare una collocazione nei setting di degenza. Questo caos gestionale ha finito così con l'amplificare le criticità già presenti. E cioè la mancanza ormai cronica di posti letto in Area Medica, le carenze di organico legate alla riduzione del personale infermieristico, di supporto e del ruolo tecnico sanitario, il sistematico ricorso allo straordinario, la continua e metodica riduzione del personale in turno, che spesso non viene ben sostituito, favorendo la possibile insorgenza di “eventi avversi” dove è l'utente in ultima analisi che rischia di farne le spese".

«E allora affinché quelli che vengono definiti eventi avversi non diventino eventi annunciati» Nursing Up e Usb chiedono che i vertici dell'Asl 9 corrano ai ripari e che amministratori e politici assumano posizioni a tutela della cittadinanza.

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