Lutto
«Dovevo partire in crociera e invece ho perso i miei soldi»
GROSSETO. La signora Carla Nunes, grossetana, è un’altra turista lasciata a terra dall’agenzia “I viaggi di Tabata”. Doveva partire per la crociera Costa luminosa diretta ai Caraibi proprio ieri,...
GROSSETO. La signora Carla Nunes, grossetana, è un’altra turista lasciata a terra dall’agenzia “I viaggi di Tabata”. Doveva partire per la crociera Costa luminosa diretta ai Caraibi proprio ieri, insieme a un’amica, ma anche i suoi soldi (pagati in agenzia che non li ha mai versati alla compagnia di navigazione) sono finiti nella terra di nessuno.
La particolarità è che, alla fine di una storia travagliata, lei non è partita ma la sua amica sì (unica nel gruppo dei “38” beffati), avendo pagato un “supplemento” tutto sommato vantaggioso che le era stato chiesto da Costa crociere per tamponare la situazione.
La storia è questa. «Il 24 luglio 2013 io e la mia amica abbiamo pagato il nostro viaggio». L’amica ha saldato tramite assegno, Carla invece con contante: 1299 euro. La crociera era in programma dal 5 al 15 febbraio. «In agenzia - racconta la signora Nunes - mi feci dare il numero della prenotazione e della cabina e stetti seduta finché non ebbi questi dati. L’agente Cristina Licciardi telefonò al tour operator, mi fece la ricevuta. Mi feci anche dare il contratto». La stessa titolare dell’agenzia tra l’altro - ricorda Nunes - «convinse pure mia sorella a venire. Meno male che lei non ne fece più niente perché il prezzo per lei era molto più alto...». Passato del tempo la signora decise (per motivi personali) di non andare più in viaggio e provò a richiedere i suoi soldi indietro; c’era da pagare una piccola penale di 40 euro. «A quel punto tornai in agenzia - prosegue - per chiedere i 1259 euro, ma notai che la titolare tergiversava. In pratica diceva che Costa tardava a rimandare i soldi indietro». A ottobre-novembre, tra una scusa e l’altra, la titolare di Tabata continuava a non restituire i soldi. «Passato del tempo mi dissi: vabbè, aspetto la Befana. L’agente rispondeva sempre: «da un giorno all’altro i soldi arriveranno...”».
Il caso è esploso in tutta la sua virulenza quando il gruppo dei “38” (grossetani e romani) ha scoperto di avere problemi a consumare davvero il viaggio ai Caraibi. «Un giorno - prosegue la signora Nunes - la titolare arrivò al punto di dire a quelle persone: “I simpatici partono, gli antipatici no”. Roba dell’altro mondo, segno che la storia stava uscendo dai binari». La signora Carla, sempre più pensierosa, tornò in agenzia a gennaio scorso. «Ci trovai un bigliettino che diceva che la titolare era in ospedale e annunciava di tornare il 14 gennaio. Ci tornai il 15: sempre chiuso. Ho fatto querela». Ma la cosa strana è questa: delle due signore, Carla e Paola, alla fine l’amica è partita per la crociera, poiché Costa le ha dato la possibilità di pagare un’aggiunta di 570 euro direttamente alla compagnia. «Paiola aveva versato i soldi con assegno, io in contanti. Ma perché questa disparità? Se Costa avesse proposto anche a me di pagare il supplemento, alla fine l’avrei pagato e sarei partita, pur di non perdere gli altri 1250 euro». Quale che sia la spiegazione di questa mancata possibilità, la sostanza ultima non cambia. La signora al momento ha perso soldi e viaggio, “grazie” all’agenzia. (el. gi)
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