La manifestazione
Diffamazione tramite web, assolti Ovi e De Paoli
MASSA MARITTIMA. Uno - Gabriele Galeotti - ha patteggiato la pena, due sono stati assolti: uno - Roberto Ovi - per non aver commesso il fatto, l'altro - Giuseppe De Paoli - perché il fatto non...
MASSA MARITTIMA. Uno - Gabriele Galeotti - ha patteggiato la pena, due sono stati assolti: uno - Roberto Ovi - per non aver commesso il fatto, l'altro - Giuseppe De Paoli - perché il fatto non sussiste. Si è chiuso in due fasi e di fronte a due differenti giudici il caso per la presunta diffamazione nata dalla pubblicazione sulle pagine web di palazzodellabbondanza.it di un articolo dal titolo "Loschi individui in Provincia di Grulleto". Un procedimento nato nel 2011 dalla querela del presidente dell'Ordine degli architetti Pietro Pettini che si era riconosciuto nell’articolo, per il quale il pm Alessandro Leopizzi aveva chiesto il giudizio dei tre, tutti noti a Massa Marittima anche per l'attività politica: Galeotti perché proprietario del sito, gli altri due perché ritenuti autori dei commenti inseriti.
Nel prosciogliere Ovi e De Paoli, il giudice Giovanni Muscogiuri nota la carenza delle indagini perché, scrive, «il presente procedimento penale neppure è celebrato nei confronti degli odierni imputati bensì nei confronti dei nomi - casualmente loro propri - utilizzati dagli ignoti autori dei fatti per cui si procede».
Perché le indagini delegate dal pm alla polizia giudiziaria si sono risolte nella documentazione fornita dalla persona offesa, che non presenta «alcuna garanzia di effettiva riferibilità alla fonte menzionata» ed è anche «parziale». E l'inserimento dei commenti ritenuti diffamatori difetta della certezza dell'identificazione dell'autore, «cosicché tali commenti possono essere stati inseriti nella rete internet letteralmente da chiunque, previo accesso al sito in questione ottenuto mediante spendita di credenziali immaginarie, fasulle o altrui».
Nel merito, il commento di De Paoli «non reca alcun epiteto o commento dispregiativo» né «riveste capacità umiliante del querelante». Difesa Occhioni di Siena. (p.s.)
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