La manifestazione
Condannato a 4 anni per i raid di Capodanno
Insieme a un minorenne era entrato in due abitazioni, alla Steccaia e in via Verga I due avevano affrontato i proprietari con calci e pugni. Minacce con un coltello
GROSSETO. Non si erano fermati nemmeno di fronte al fatto che i proprietari fossero in casa e li avessero affrontati. Non avevano esitato a picchiarli per mettere a segno i furti, in un caso minacciando una coppia di anziani coniugi con un bastone, un coltello e una mannaia. Non si erano minimamente preoccupati di entrare in casa alle 9 del mattino, quando tutti potevano essere svegli nonostante la festa di Capodanno. Ma erano stati catturati da polizia e carabinieri. E mentre per il minorenne (17 anni) polacco il procedimento giudiziario si è svolto altrove, Gaspare Calì, 23 anni compiuti a novembre, origini siciliane, è stato processato al Tribunale di Grosseto.
Con il giudice dell’udienza preliminare Montesarchio, Calì (presente in aula) ha patteggiato 4 anni e 1.200 euro di multa. Non solo per le due rapine ma anche per tutti gli altri reati che si era portato dietro nei due raid, commessi il primo gennaio 2013 in una villetta di San Martino e in un’abitazione di via Verga. Lesioni, danneggiamenti, ricettazione di apparecchiature elettroniche tra cui vari telefoni.
Alla Steccaia di San Martino, alle 5 del mattino, avevano preso di mira la casa di Tulia e Baldo, entrando con il volto coperto: dalla donna, secondo l’imputazione, si erano fatti consegnare 310 euro in contanti, oggetti in oro, un blocchetto di assegni, un cellulare. L’avevano colpita, avevano devastato l’abitazione. Il raid era durato un’ora e questo periodo di tempo è stato identificato come un sequestro di persona dei due anziani. Contestualmente, sempre secondo l’accusa, i due avevano danneggiato la porta finestra del locale adibito a cucina del Ceis, alcuni vasi di fiori, un calciobalilla e delle sedie: il tutto era stato preso a calci.
Più tardi - ed erano le 9 del mattino - erano entrati in azione in via Verga, in casa di Marco: qui avevano preso una borsa con effetti personali, portafogli, carta di credito, documenti di identità, un iPad, un iPhone, un carica batterie e 300 euro. Erano stati sorpresi dal proprietario e lo avevano preso a calci e pugni per fuggire: «Sono scappati quando in salotto si è affacciata mia figlia» aveva detto Marco.
Il giovanissimo polacco era stato il primo a essere catturato, mentre si aggirava a piedi tra le auto della stessa via: nelle vicinanze c’era la borsa della moglie di Marco. I carabinieri avevano perquisito il “rifugio” dello straniero, nei pressi della stazione ferroviaria, dove avevano trovato vari oggetti risultati rubati: un televisore, un navigatore, un hard disk e tre telefoni cellulari. Ma c’era anche un numero elevato di oggetti di ogni tipo, anche utensili, anche torce, anche cartucce. Calì era stato preso dalla polizia di stato.
Pierluigi Sposato
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