Il Tirreno

Grosseto

Compagnia dei carabinieri Si riaccende la speranza

di Fiora Bonelli

Il sindaco di Arcidosso annuncia in consiglio l’interessamento del viceministro Ritirate, invece, le proposte e le richieste della minoranza perché «illegittime»

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ARCIDOSSO. In arrivo una sospensiva per l’operazione che prevede il declassamento della Compagnia dei carabinieri di Arcidosso a tenenza? Potrebbe essere, ma al momento non c’è nulla di certo. Mentre invece è certo l’interessamento del viceministro Bubbico, di recente incontrato dal sindaco Emilio Landi, che gli ha descritto la situazione e la contrarietà di tutte le istituzioni locali e della cittadinanza all’operazione.

Lo ha riferito, nelle sue comunicazioni, il sindaco di Arcidosso in apertura di consiglio comunale, il 4 febbraio. Landi ha dettagliatamente ripercorso tutti i passaggi dell’incontro, ha rammentato i due documenti a sostegno della compagnia degli onorevoli Sani (Pd) e Faenzi (Pdl). «L’interessamento di Bubbico – spiega Landi – si è concretizzato nella richiesta di una sospensiva per approfondire meglio la questione, ma al momento non abbiamo nessun documento in mano in questo senso».

Dal canto suo la compagine istituzionale dell’ Amiata grossetana non sta con le mani in mano e ha costruito una commissione ad hoc per andare a un incontro col prefetto di Grosseto «che ha dato parere favorevole al declassamento della compagnia in tenenza», dice Landi. Della commissione faranno parte, oltre a lui stesso, i deputati Sani e Faenzi, i sindaci di Castel del Piano e Santa Fiora, Franci e Verdi, e il presidente Unione, Ulivieri. Saranno parte della commissione anche i consiglieri di minoranza di Arcidosso Lazzeretti e Bramerini e di maggioranza Lazzeroni, Pomoni e Feri. Tutti hanno in animo di stoppare l’operazione voluta dai vertici dell’Arma e di fronte a cui amministratori e cittadini hanno forti mal di pancia.

Quello della compagnia dei carabinieri, insieme a quello della fusione-unione dei comuni amiatini, della geotermia e della Tarsu sono stati i punti discussi al consiglio comunale di Arcidosso: molti erano proposti dalla minoranza, la quale, però, ha ritirato, diversi argomenti presentati all’assise comunale.

Ritirata, ad esempio, la proposta di intitolare la strada di collegamento fra la provinciale e la Colonia; ritirata la faccenda legata alla Tarsu; ritirato il punto con cui Nannetti e i suoi chiedevano la modifica dello Statuto comunale. Un consiglio che la minoranza aveva voluto per tornare a parlare di fusione fra i comuni, cavallo di battaglia del capogruppo Nannetti, ma che ormai il consiglio comunale di Arcidosso ha bocciato già due volte.

Ma i fautori di questa ipotesi amministrativa non si arrendono e tornano in mille modi a riproporla per altre vie. Andava in questa direzione la modifica dello statuto arcidossino, che secondo la minoranza, avrebbe dovuto dare al 15% dei cittadini di Arcidosso la possibilità di fare richiesta di referendum.

«Operazione non possibile, perché – come ha detto il sindaco – l’articolo 41 dello statuto obbedisce al testo unico degli enti locali. La richiesta è illegittima. Il referendum per una questione comprensoriale lo può indire solo la Regione».

La minoranza, dunque, ha ritirato la proposta, come ha ritirato quella di intitolare a Piero Imberciadori, autore del libro “La città dell’Amiata” (che 44 anni fa già parlava di fusione fra comuni), il nome di una strada. «L’intitolazione delle strade è di competenza della giunta – spiega Landi – per cui questa non è la sede per deliberare l’argomento».

Ritirato, alla fine, anche il punto relativo alla Tarsu («approfondiremo la questione» hanno concordato maggioranza e opposizione) per il quale la minoranza chiedeva addirittura le dimissioni dell’assessore al bilancio Massimo Feri, che, a quel punto, si sono ritirate automaticamente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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