Trasporti
Codice etico pure per sindaco e assessori
Non solo per i dipendenti: la giunta comunale applica anche a se stessa le norme anticorruzione
GROSSETO. Le amministrazioni pubbliche italiane, si sa, di questi tempi non godono di buona reputazione. E la recente sortita europea, secondo la quale proprio l’Italia ha il triste primato della corruzione nel Vecchio continente, ha dato l’ultimo soffio di vento ai “cattivi pensieri”.
Proprio per mettere un freno al fenomeno (almeno a livello d’immagine), il Governo nel 2013 ha imposto per legge un codice di comportamento per tutti i dipendenti pubblici. Anche in Maremma, un po’ alla volta, i vari Enti si stanno adeguando, dalla Provincia all’Asl, dalla Camera di Commercio ai Comuni.
La giunta comunale di Grosseto, però, ha voluto fare un passo in più, andando (unico fra gli enti in questione) oltre quanto richiesto da Roma: con delibera del 28 gennaio scorso, infatti, sindaco e assessori hanno deciso di estendere il codice di comportamento – che per legge si deve applicare ai dipendenti – anche a loro stessi. Insomma, anche ai famosi “politici”.
Emilio Bonifazi, Paolo Borghi e tutti gli altri, dunque, dovranno seguire le stesse norme imposte agli impiegati, agli operai e ai tecnici che lavorano in Comune. A cominciare da quella regola che impone a tutti un “limite massimo” al valore economico dei regali ricevuti, che proprio il Comune di Grosseto ha fissato (dimostrandosi molto “rigoroso”) alla modestissima cifra di 50 euro.
«Abbiamo pensato che in tutto questo bailamme dei nuovi regolamenti anticorruzione voluti dal Governo avrebbe potuto crearsi l’ennesima occasione per far passare in cattiva luce chi amministra i territori», spiega il sindaco Bonifazi. «Se infatti la giunta adotta regole restrittive per i dipendenti, può sembrare che i politici vogliano applicare il rigore solo agli altri. E visto che noi politici siamo parte integrante, benché spesso la meno apprezzata, della macchina amministrativa, ecco la decisione di estendere le stesse identiche norme anche agli amministratori».
Chi volesse dunque fare un regalo al sindaco di Grosseto, sappia che deve portargli doni di valore inferiore ai 50 euro. «Ma in realtà _ spiega Bonifazi _ non vedo una sola buona ragione perché un amministratore accetti un regalo, di qualsiasi entità. Tutto quel che ricevo, in particolare sotto Natale, io lo giro subito alla Caritas».
Caritas che accetta volentieri, visto – come racconta il sindaco – che si tratta per lo più di alimentari: «Quest’anno, per esempio, del prosciutto, 12 chili di pasta e persino un buono acquisto da 100 euro per un caseificio. Tutto dritto nelle mani di don Enzo Capitani».
Dunque l’estensione agli amministratori delle norme anticorruzione (e delle regole per i comportamenti sobri nell’utilizzo dei beni pubblici, dalla luce negli uffici alla carta delle stampanti) è prima di tutto un gesto simbolico. Ma di questi tempi anche un gesto simbolico ha il suo valore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google