Il Tirreno

Grosseto

Chiesa fa sfilare la Maremma com’era

Chiesa fa sfilare la Maremma com’era

Il brigante Tiburzi, le zanzare, le fanciulle di campagna: un carro che rende omaggio a una terra antica e selvaggia

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FOLLONICA. Il rione del presidente Luigi Moroni punta alla vittoria raccontando le origini della Maremma: Chiesa gioca col passato attraverso personaggi storici e modi di dire del passato, e il titolo del carro allegorico già dice molto, “Maremma ladra... ma forse”.

Prendendo spunto da questo tipico modo di dire follonichese (e non solo), il team di Moroni ha costruito un grande mascherone che riproduce su carta il viso di Domenico Tiburzi, il brigante simbolo di quei pastori che, nella seconda metà dell’800, risposero alle ingiustizie dei latifondisti non proprio con le buone maniere. Tiburzi divenne così un eroe popolare, una sorta di Robin Hood all’italiana.

Forse non fu proprio così, nella realtà. Ma il rione Chiesa ha scelto di rappresentare il brigante buono, armato con un fucile e in sella a un enorme toro: intorno al faccione di Tiburzi poi una moltitudine di zanzare (simbolo della palude e della malaria che colpì duramente questa terra).

«L’imprecazione che dà il titolo al nostro carro ebbe forse origine dalla presenza dei briganti, il più famoso appunto il Tiburzi; ma forse ha più ragione di essere se riferita alla natura, bella e selvaggia ma ostile, della Maremma», spiega il presidente Moroni. Un’asprezza che ha certamente segnato la storia di questo lembo di Toscana, lasciandolo in gran parte “come all’origine”: per qualcuno arretratezza, per altri la chiave di volta del futuro.

E in quest’ultimo modo la vede il rione Chiesa, che a quel “Maremma ladra” aggiunge il “forse”, come a dire che la durezza ha spinto i maremmani a darsi da fare, a essere ostinati e caparbi, forse duri a volte, ma forti. Insomma, a dominare il toro rimanendo in sella.

«Ripensandoci bene _dice ancora Moroni _ nonostante le difficoltà la gente prima era più unita, socializzava, si aiutava di più, basti pensare allo scambio d’opera, come si usava dire per il lavoro nei campi. E poi c’erano tante feste nei borghi e nelle campagne: si stava bene in compagnia. Oggi, che abbiamo tutto, l’individualismo la fa da padrone, tanto che spesso non conosciamo il nostro vicino di casa».

Accanto al Tiburzi e alle zanzare sono poi raffigurate le villanette, le campagnole simbolo della gioia dei tempi andati.

L’impegno del team del rione Chiesa è stato arduo: il bozzetto già fa capire la bellezza del carro e la fatica nel realizzarlo. Ma Moroni ha potuto contare sull’esperienza dei carristi e della squadra tutta.

Ecco chi ha preso parte alla costruzione del carro allegorico: oltre a Moroni, le artiste Silvia e Cristina Parrini hanno creato il bozzetto; i carristi sono Remo Mariotti, Marcello Fiorenzoni, Giampiero Larini, Roberto Riccucci, Stefano Ramazzotti, Luigi De Marco, Marco Larini, Michele di Iorio, Carmine d’Archi e Renzo Cianchi. La colonna sonora del carro è affidata a Marco Larini, la coreografa dei balletti è frutto della creatività della miss del rione, Giulia Cardellini. Le sue ballerine saranno è Ilenia Canepi, Carla Riccucci, Ani Semian, Manuela Marconi, Benedetta Naldi, Laura Ferretti, Ilaria Pinto, Lisa Cocolli, Desirée Stanghellini, Letizia Tafi, Arianna Semplici, Ilaria Speroni, Caterina Toni, Michela Baldini. Alla creazione degli abiti di tutti i figuranti hanno pensato Renata Marchionni, Deanna Lotti, Michela Barcelli, Marisa De Marco, Loriana Bolognesi, Luisa Passero e Manuela Cecchinelli. Trucco e acconciatura della reginetta a cura di Maria Rita Giusti.

Paola Villani

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