Il dolore
Caccia alle immagini dei tre rapinatori
Colpo alla rivendita all’ingrosso di oro: la polizia lavora su episodi analoghi con falsi finanzieri
GROSSETO. Ancora qualche mese, forse al massimo un paio di anni, e poi Franco Merli, che a dicembre di anni ne avrà 70, chiuderà definitivamente la saracinesca. Attività a rischio, quella del gioielliere, a maggior ragione se all’ingrosso e in un locale non blindato. Merli tutto questo lo sa bene, pur se assicurato, ma non poteva immaginare che quelli che martedì alle 16 si erano presentati come finanzieri, due con la pettorina e il distintivo in evidenza e uno in borghese, portando via 500mila euro in gioielli non erano davvero militari.
Ma per rintracciarli adesso servirà uno sforzo investigativo non comune, visto che non ci sono immagini su cui lavorare. Nel negozio c’è una telecamera, ma è soltanto un videocitofono che non registra nulla. Intorno, nelle vicinanze, non ci sono attività dotate di apparecchiature video. Ciò che gli uomini della squadra mobile possono fare, oltre a risentire le dichiarazioni della vittima (ieri mattina a lungo in Questura) e dei testimoni, oltre a mettere in archivio le impronte, è mettere a confronto questo con colpi analoghi avvenuti in Italia: tecnica simile, ma senza l’uso delle pettorine, che rappresenta una novità.
Merli aveva capito che qualcosa non andava quando i tre avevano fatto uscire i due clienti (uno dei quali è un conosciuto gioielliere grossetano - e anche lui si era insospettito) spiegando di dover dare inizio alla verifica. Poi però Merli non ha potuto opporre alcuna resistenza e si è dovuto arrendere alle violenze dei tre, che lo hanno picchiato, legato e imbavagliato con lo scotch, sequestrandolo nello sgabuzzino del bagno. Lì è finita poco dopo anche una cliente che, ignara, era stata fatta entrare. Seppur derubata del borsello con soldi e documenti e minacciata, dopo qualche momento che nel negozio di pochi metri quadrati non si sentivano più rumori la donna si era fatta coraggio e aveva rotto il vetro della porta, dando l’allarme: erano da poco passate le 16,15. Da quel momento è iniziata la caccia ai rapinatori.
(p.s.)
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