Il dolore
Via l’arsenico con il “pompa e tratta”
Presentato il progetto per bonificare la falda acquifera nella piana di Scarlino. Bizzarri: «Servirà almeno 1 milione di euro»
SCARLINO. Si chiama “Pump and treat” (pompa e tratta) ed è la tecnica di bonifica delle acque inquinate scelta per “ripulire” l’area della piana di Scarlino dall’inquinamento da arsenico. Il progetto è stato presentato lunedì a Scarlino alla prima riunione della conferenza dei servizi sul piano unitario di bonifica della falda.
Alla riunione erano presenti, oltre al sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri, e al dirigente dell’ufficio Ambiente, Roberto Micci, anche rappresentanti di Regione, Asl, Arpat, delle società Solmine, Tioxide e Scarlino Energia e della società Ambiente, vincitrice dell’appalto per redigere lo studio del suolo e il progetto di bonifica.
«Il sistema “Pump and treat” – spiega il sindaco Bizzarri – consiste nel risucchiare le acque di falda superficiale, depurarle e reimmetterle nel circolo del processo industriale. Il progetto è costato 100mila euro ed è stato finanziato da Syndial, Scarlino Energia e Solmine Tioxide. Ora la conferenza ha 60 giorni per esprimersi sul progetto e fare le valutazioni».
I primi pareri si dovrebbero avere già a inizio marzo. Il progetto potrà essere bocciato oppure approvato così com’è o, ancora, approvato ma con delle prescrizioni. «Negli ultimi due casi – spiega Bizzarri – il Comune, con l’aiuto della Regione, dovrà cercare un finanziamento. L’intervento vero e proprio, infatti, costerà almeno un milione di euro».
E chi paga? Chi ha inquinato? «No – dice il sindaco – perché, a differenza di un terreno, che è un’area circoscritta e perciò è facile risalire ai proprietari, è impossibile dire chi ha inquinato una falda acquifera. Pagare spetterà al Comune, che possiede una parte dei terreni. E speriamo che le aziende oggi presenti nella piana diano il loro contributo sebbene questo non significhi un’ammissione di responsabilità».
La presentazione del progetto di bonifica è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione dell’inquinamento. Per valutare l’intervento, infatti, la società Ambiente ha rimappato la piana. E, dunque, c’è qualche novità rispetto al passato? L’inquinamento si è esteso? «Io non sono un tecnico – spiega Bizzarri – ma già gli studi che sono stati fatti nel corso degli anni dicono che l’inquinamento è diffuso su tutta la piana. Questo studio recente dice che in alcuni punti della piana l’arsenico presenta valori più alti, ad esempio a San Martino. E ci sono delle anomalie alla Vetricella. Comunque non mi risulta che l’inquinamento si sia ulteriormente esteso».
«I valori dell’arsenico sono noti e non sono cambiati rispetto al passato», dice l’ingegner Micci del Comune di Scarlino. «Questo comunque – conclude l’ingegnere – sarà un intervento risolutivo perché per la prima volta si tratta si un progetto unitario, mentre finora sono stati bonificati solamente singoli siti, tre o quattro in tutto».
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