Il Tirreno

Grosseto

vacanze tarocco

di Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Un cul-de-sac. Ormai la posizione dell’agenzia di viaggio grossetana che ha beffato decine di clienti si sta complicando ogni giorno di più. Cresce il numero di chi protesta, che chiede i...

5 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Un cul-de-sac. Ormai la posizione dell’agenzia di viaggio grossetana che ha beffato decine di clienti si sta complicando ogni giorno di più. Cresce il numero di chi protesta, che chiede i soldi indietro o rivuole il suo viaggio, ma il viaggio non esiste.

Cristina Licciardi, la titolare de “I viaggi di Tabata” che ha sede in via dei Mille, è letteralmente bersagliata di denunce sporte dai cittadini beffati e infuriati che in questi mesi le hanno versato i soldi senza avere in cambio la vacanza. E tiene chiusa l’agenzia. Come se non bastasse, contro di lei si è inserita pure Costa Crociere, la compagnia di navigazione che - chiamata in causa per favolosi (quanto inesistenti) tour ai tropici - collabora a distanza con i legali grossetani che assistono i clienti contro la Tabata viaggi.

Quanti sono? Sono 38 i clienti che dovevano partire proprio oggi per una crociera Costa Luminosa diretta ai Caraibi; 9 quelli che volevano andare alle Seychelles ad aprile. Due le persone che avevano pagato un viaggio a Salonicco per Pasqua. Un’altra coppia doveva partire un mese fa per Parigi. Ognuno di loro ha pagato la sua quota all’agenzia; per ognuno il viaggio non c’è stato o non ci sarà. Fin qui una cinquantina di persone. «Ma chissà a quanti altri sarà capitato», scuote la testa un commerciante di via dei Mille. Si calcola che potrebbero essere una settantina e forse più i “mancati turisti” interessati da questo clamoroso pasticcio che sta varcando ogni confine. Sabato scorso via dei Mille è stata teatro di una discussione accesa tra la titolare e uno dei clienti che era andato a protestare: quest’ultimo voleva spiegazioni sul viaggio saltato (e pagato) alle Seychelles. È intervenuta una pattuglia della polizia, pare chiamata dalla titolare.

«Vogliamo i nostri soldi». Questi giorni sono in molti ad andare all’agenzia Tabata a reclamare. Fanno la fila, rivogliono i soldi versati, ma l’attività è chiusa (salvo alcuni momenti in cui ha riaperto i battenti ma per poco, dovendo fronteggiare le ire dei clienti). La porta è sbarrata, con i manifesti della Costa attaccati al vetro, accanto a locandine di viaggi a Eurodisney, Istanbul o Madagascar.

Peccato che l’agenzia, queste crociere, non possa proprio venderle, perché la compagnia di navigazione genovese ha oprmai troncato i suoi rapporti con l’agente grossetana da 5 mesi.

Costa Crociere. Da Genova, la Costa spiega chiaro e tondo di aver ben chiaro il comportamento di quest’agenzia, al punto da aver deciso, mesi fa, di troncare ogni rapporto con lei per una serie di questioni irrisolte. Per quanto riguarda il viaggio ai Caraibi a bordo di una Costa Luminosa (la partenza era oggi...), «noi - spiegano dagli uffici di Costa - non eravamo al corrente di quello che stesse succedendo in questo periodo (ovvero i soldi incassati dalla Tabata, ndr). E non lo sapevamo per il fatto che abbiamo chiuso i rapporti con l’agenzia già a settembre 2013, a seguito di ritardi e inadempienze nei pagamenti. Ogni agenzia - spiega Costa - per vendere le nostre crociere ha bisogno di un’abilitazione, e noi a questa agenzia gliel’avevamo tolta. Quindi la Tabata non ha più alcun rapporto con noi, e non può più vendere le nostre crociere».

Quando Costa crociere in queste settimane è stata chiamata in causa dai clienti e dagli avvocati in merito alle crociere saltate, «noi - dice - abbiamo cercato di venire incontro ai clienti dando la piena disponibilità a riprenotare la crociera a prezzo vantaggioso e garantendo che la crociera fosse davvero disponibile». Ma soprattutto - prosegue la società - «stiamo anche dando la nostra piena disponibilità ai legali che stanno intentando cause legali contro la Tabata, ad affiancarli e stare accanto a loro: noi siamo a fianco dei clienti. Come Costa, precisiamo che non possiamo fare causa alla titolare non avendo subìto direttamente da lei un danno materiale; e ciò è successo, lo ribadiamo, perché non abbiamo più rapporti con lei dal settembre 2013; ma siccome queste persone stanno intentando azioni legali contro l’agenzia, ci viene chiesto aiuto e noi collaboriamo». La Costa non scende nei dettagli dei problemi pregressi, ma conferma di aver avuto validi motivi per troncare ogni rapporto con la titolare. In ultima analisi, «ci spiace per queste persone rimaste vittima di questi episodi. «Peraltro in Italia - concludono da Genova - episodi di questo tipo, e così ripetuti, non sono certo frequenti».

Nello specifico, e per quanto riguarda il viaggio ai Caraibi che doveva partire oggi, è pur vero che molte persone hanno saldato il conto a febbraio 2013 (dunque prima del ritiro dell’abilitazione scattato a settembre), ma c’è un’altra consistente fetta di persone che ha prenotato la crociera dopo che l’abilitazione era stata tolta: risulta che 14 persone hanno effettuato il pagamento per i Caraibi in data 25 ottobre 2013.

D’altronde, anche in questi giorni l’agenzia sta continuando a pubblicizzare (in vetrina) le crociere di Costa.

L’avvocato. Rossella Mozzillo, legale di Cristina Licciardi, non si sottrae alle spiegazioni, ma con molta franchezza spiega che «è inutile negare l’evidenza: stanno arrivando moltissime segnalazioni», anche se al momento le denunce formalizzate alla titolare sono un paio. Alcuni clienti stanno aspettando di vedere se poter ottenere indietro la somma versata, altri hanno già fatto denuncia, altri hanno detto che la stanno per fare. Il legale è consapevole che la sua cliente abbia lasciato a terra decine di persone. E spiega che «ormai, per questi viaggi, non partirà più nessuno». Ma la cosa importante è capire con la sua assistita «se e come sarà possibile risarcire queste persone».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze