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Grosseto

«Senza di noi la maggioranza non ce la fa»

«Senza di noi la maggioranza non ce la fa»

Il commento della minoranza Pdl: «Siamo noi che garantiamo ogni volta le presenze necessarie»

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GROSSETO. «È stato l’ennesimo consiglio che ha dimostrato che, senza la minoranza, la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale. A onor del vero, il presidente Martini ci ringrazia sempre per la nostra presenza, e questo fa arrabbiare quelli di Sel. Ma è così».

Reduce dal tentativo di riunire il consiglio più zoppo della storia recente di Grosseto, Enzo Turbanti, consigliere provinciale pdl, racconta la mattinata di ieri a Palazzo Aldobrandeschi e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «I cittadini vadano a vedere i verbali delle sedute precedenti – spiega – e vedranno che spessissimo, se non fossimo stati presenti noi, il numero legale non si sarebbe raggiunto».

«Non è nel nostro spirito non garantire il numero legale», spiega il collega di partito Arturo Cerulli. «Anche se non spetterebbe nemmeno a noi garantire il numero legale».

«Una veglia», la definisce Rolando Di Vincenzo, capogruppo del Pdl, ieri presente in sala consiliare. «La convocazione era per le 9 – spiega – poi è passata la solita mezz’ora, 40 minuti. Poi, però, il tempo passava e la gente non si presentava. Lo stesso Marras, il capogruppo del Pd e il presidente Martini hanno manifestato disappunto». Il che fa pensare che le 12 assenze siano state di fatto inaspettate, non comunicate. La prassi, infatti, impone di solito che chi non può presentarsi al consiglio, lo dica almeno il giorno prima. Dunque, era nell’aria questa “astensione”?

«Io non so se all’interno della maggioranza ci siano dei problemi a votare questi provvedimenti», spiega ancora Di Vincenzo, riferendosi al Piano interprovinciale dei rifiuti che doveva essere approvato ieri, così come la nuova gestione della laguna di Orbetello – tra l’altro un argomento a lui vicino, visto che per anni è stato sindaco della città lagunare – e una modifica al piano scolastico. «Penso però che se uno è contrario a un provvedimento, debba votare no, ma comunque presentarsi».

Di certo vedere quei banchi vuoti ha lasciato il segno anche nell’opposizione. «In tanti anni di consiglio provinciale e comunale, non mi era mai capitato che l’assise non si tenesse perché mancava il numero legale. Ma evidentemente la politica riserva sempre delle sorprese», conclude Di Vincenzo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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