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Richieste per altre 21 antenne

Richieste per altre 21 antenne

Varato il piano territoriale per l’installazione di nuove stazioni

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GROSSETO. Arriva il nuovo piano territoriale per l’installazione di stazioni radio per la telefonia mobile. Approvato in consiglio comunale, l’atto ufficializza alcune modifiche già previste da tempo. In ballo, ora, ci sono ben 21 richieste dedicate alla nascita di altrettanti impianti sparsi per il territorio comunale. Alcune di queste antenne, si sono affrettati a precisare dall’amministrazione, sono previste “Su infrastrutture già esistenti, così da contenere il problema dell’impatto visivo”. La faccenda, quando si parla d'impianti di questo tipo, è sempre la stessa: salvaguardare la salute pubblica. Dunque “Le richieste saranno valutate seguendo alcuni criteri mirati a garantire le condizioni di massima cautela per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e per l’impatto ambientale”. Largo quindi alle verifiche di ogni singola situazione: ogni antenna, infatti, deve rispettare disposizioni normative nazionali. Questo non esclude dunque che qualche impianto già esistente possa essere modificato e ricondotto a norma di legge. Dal Comune fanno sapere che le nuove antenne – una volta ottenuto il lasciapassare a seconda dei progetti e del rispetto delle leggi – saranno installate in via preferenziale su terreni comunali. “Lontane dai cosiddetti “siti sensibili” come asili e scuole. Il tutto pur mantenendo il rispetto delle esigenze di copertura evidenziate dai singoli gestori di telefonia”. Insomma, l’inquinamento elettromagnetico, è cosa comprovata, non fa bene. È dunque opportuno essere scrupolosi e seguire ogni precauzione del caso. L’anno scorso il Comune decise, infatti, di monitorare i livelli d’inquinamento davanti a due scuole, quella di via Rovetta e quella di via Mazzini. Tutto, per fortuna, risultò entro la norma. Sono oltre 100, anzi, per la precisione 101 (dato al 2013) le antenne attive nell’area comunale grossetana. E, poco ma sicuro, non diminuiranno. Starà al Comune e in primis al sindaco Emilio Bonifazi, dunque, tenere sotto controllo la situazione e far combaciare il diritto al “progresso” con quello, sacrosanto, alla salute. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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