Il Tirreno

Grosseto

Vietato fare regali a medici e infermieri

di Francesca Ferri

L’Asl approva il codice di comportamento dei dipendenti. «Rivolgetevi agli utenti con gentilezza»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Vietato fare o ricevere regali se costano più di 150 euro, obbligatorio rispondere sempre in modo cortese e puntuale, non usare telefoni e auto aziendali se non per ragioni di servizio, non parlare con i giornalisti senza autorizzazione e non rilasciare dichiarazioni pubbliche che possano mettere in cattiva luce l’azienda. Dopo Comune e Provincia, anche l’Asl adotta il Codice di comportamento aziendale per i propri dipendenti, obbligatorio per le amministrazioni pubbliche per contrastare la corruzione e migliorare il servizio e l’immagine dell’azienda.

Il codice è stato pubblicato ieri sull’albo dell’Asl ed è in vigore da oggi. Tutti i dipendenti e i collaboratori, anceh occasionali, sono tenuti a rispettarlo a meno che non vogliano incorrere in responsabilità civile, penale, amministrativa e contabile, fino al licenziamento senza preavviso.

Il codice dell’Asl si compone di sedici articoli, vergati su dodici pagine, divisi in due grandi argomenti: lotta alla corruzione e tutela dell’immagine dell’azienda. Tra le disposizioni più curiose c’è quella che riguarda la possibilità – o meglio l’impossibilità – per i dipendenti di fare e accettare regali (articolo 3). Nel primo caso, un dipendente non può fare regali a un proprio sovraordinato, salvo che siano di modico valore; nel secondo, non può riceverli dai cittadini come corrispettivo per compiere o aver compiuto azioni previste d’ufficio. Non può, insomma, farsi “ricompensare” per alcuna ragione. Gli unici regali che può accettare sono quelli fatti per le normali ricorrenze (compleanno, feste religiose) che non superino i 150 euro (cifra stabilita dalle linee guida per redigere il codice). Se un dipendente riceve un regalo più costoso lo deve restituire o consegnare all’azienda perché lo dia in beneficienza.

Sempre per contrastare eventuali casi di corruzione, i dipendenti Asl devono comunicare se hanno conflitti di interesse con l’azienda, e cioè devono dar conto di tutti i rapporti diretti e indiretti di collaborazione retribuita con soggetti privati, avuta negli ultimi tre anni (articolo 5). Sono quindi obbligati ad astenersi nel caso fossero chiamati a prendere decisioni o attività che possano coinvolgere interessi loro, di parenti, coniuge, convivente, amici o persone che frequentano di solito (articolo 6).

Per quanto riguarda la comunicazione con l’esterno, i dipendenti dell’Asl devono portare il badge per farsi riconoscere (articolo 11), non rilasciare pubbliche dichiarazioni sull’azienda se non sono autorizzate dal direttore (articolo 10), limitare la fuga di notizie false (per i dirigenti, articolo 12) e, quando un cittadino chiede informazioni, devono rispondergli gentilmente, in modo accurato e, se non sono in grado di dare le informazioni richieste, rimandare la persona a un collega più preparato (articolo 11).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa