Il Tirreno

Grosseto

«No alla rimozione delle opere»

«No alla rimozione delle opere»

Cava Zuccherina, i proprietari vincono al Tar: l’autorizzazione non fu annullata

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ALBERESE. Il Tar della Toscana ha dato ragione alla famiglia Nocchi in merito a una vicenda giudiziaria (un presunto abuso edilizio) scaturita all'interno del Parco della Maremma.

Nel maggio del 2011 la vigilanza dell'Ente Parco aveva compiuto un sopralluogo al podere Cava Zuccherina, sulla strada del mare, a poche centinaia di metri da Spergolaia, riscontrando alcune opere realizzate dai proprietari fuori dalle normative edilizie. In pratica, secondo l'accusa, era stato compiuto un intervento di ristrutturazione di un manufatto per rimessa attrezzi agricoli trasformandolo in fabbricato con due unità immobiliari a uso residenziale per fini di agriturismo.

La segnalazione era arrivata a Procura e Comune. L'ufficio Gestione del territorio - Edilizia privata dell'amministrazione aveva poi dato seguito alla segnalazione dei guardaparco avviando un procedimento amministrativo. La proprietà - attraverso gli avvocati Oneto e Carnicelli - aveva chiesto e ottenuto al Tar la sospensione dei provvedimenti (uno dei quali ingiuntivo) finalizzati alla demolizione con ripristino dello stato dei luoghi.

Il Tar, però - prima di sentenziare - aveva chiesto al Parco e al Comune una serie di integrazioni. Un anno fa il primo pronunciamento favorevole ai proprietari del podere Cava Zuccherina. In pratica il tribunale aveva accolto la domanda cautelare presentata dai ricorrenti, sospendendo l'efficacia dell'atto impugnato e fissando una nuova udienza per la trattazione di merito del ricorso. I giudici avevano ritenuto fondato il ricorso perché l'amministrazione comunale di Grosseto avrebbe dovuto annullare l'autorizzazione edilizia prima di emettere l'ordinanza (poi impugnata) che disponeva la rimozione delle opere.

Adesso la terza sezione del Tar Toscana, esaminato l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Grosseto, viste le memorie difensive e tutti gli atti in causa, ha pronunciato una ulteriore sentenza in cui la società agricola di Stefano, Michele, Andrea, Massimiliano e Giulia Nocchi, divenuta proprietaria dell'immobile, vede accolta la richiesta di annullamento dell'ordinanza di rimozione delle opere. In pratica - secondo il giudice - «le opere erano state eseguite previo conseguimento dell'apposita autorizzazione edilizia, mai annullata». Il Tar ha invece respinto la domanda di condanna del soggetto pubblico al risarcimento del danno procurato con l'ordinanza di demolizione.

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