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«Mura fradice», allarme al Petriolo

«Mura fradice», allarme al Petriolo

Gli Amici dei Bagni denunciano le pessime condizioni della chiesina

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CIVITELLA PAGANICO. Non c’è più tempo da perdere, anzi. Forse se ne è già perso troppo. Per questo, il 30 gennaio scorso, l’associazione Amici dei Bagni del Petriolo ha inviato una nota alla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana, alla soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici di Siena e Grosseto, alla Prefettura di Siena, alla Provincia di Siena, al Comune di Monticiano, all’Unipol, al comando carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale e alla procura della Repubblica presso il tribunale di Siena, per denunciare lo stato del complesso storico termale di Petriolo.

Il complesso, formato da una cinta muraria e una chiesa, tuttora consacrata, rarissimo esempio di luogo di culto con annesse vasche termali, è attraversata da una pista di cantiere, necessaria per la costruzione del nuovo viadotto. Da tempo gli Amici del Petriolo sostengono che il via vai di camion e i lavori per realizzare il cantiere pongano gravi rischi agli immobili storici del complesso. «La Soprintendenza – spiega l’associazione – con propria nota del 24 luglio 2013 indirizzata all’Anas, alla ditta Strabag e, per conoscenza, alla società Unipol, proprietaria dell’area e degli immobili e al Comune di Monticiano, aveva rilasciato chiare disposizioni per la tutela e protezione della chiesa e delle mura del complesso. Le prescrizioni imponevano interventi di messa in sicurezza da realizzarsi prima dell’inizio dei lavori; era anche previsto un monitoraggio continuo per prevenire ed evitare dissesti al bene tutelato, non per registrarli a danno avvenuto».

Ad oggi, però, sostengono gli Amici del Petriolo, «è stata realizzata la pista di cantiere, si è assistito a un continuo passaggio di mezzi di cantiere, ma gli edifici non sono ancora stati messi in sicurezza». Prova ne sarebbero le foto scattate domenica 26 gennaio (una è quella che pubblichiamo qui sopra) che mostrano i muri della chiesa completamente impregnati dall’acqua che filtra e penetra liberamente attraverso quello che rimane della copertura.

«Le infiltrazioni – dice l’associazione – erano già evidenti nelle foto scattate nella primavera 2013 quando Anas fece redigere i testimoniali di stato per documentare lo stato degli immobili. Tuttavia nella relazione il problema non viene neppure menzionato».

Per questo gli Amici dei Bagni del Petriolo invitano Regione, soprintendenza, prefettura, procura, Comune e Provincia a «ad attivarsi, per quanto di loro competenza, al fine di impedire ulteriori danneggiamenti al patrimonio storico del territorio; in difetto, ci riserviamo di attivare gli interventi, anche di protesta, che riterremo più opportuni per bloccare questo scempio contro il patrimonio culturale, storico ed architettonico del nostro paese. Non riteniamo più ammissibile che tutto ciò continui impunemente nel completo disinteresse ed irresponsabilità degli enti preposti alla tutela». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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