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«L’agricoltura soffre, aiutiamola»

Sos di un imprenditore: «Il settore ha bisogno di essere tutelato»

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POLVEROSA. «Non chiediamo soldi, vorremmo però che fosse rivisto il modo di intendere e di parlare dell’agricoltura, perché l'agricoltura può essere un supporto alla sicurezza del territorio». Esordisce così Lorenzo Babbini, un piccolo imprenditore della frazione di Polverosa.

Quella di Polverosa è una piccola realtà agricola che è stata colpita al cuore dall’alluvione del novembre 2012 e, anche dove non è arrivata l’alluvione le continue piogge di quel triste periodo e i conseguenti allagamenti dei campi hanno reso più difficoltoso del solito l’anno appena trascorso da un punto di vista economico. Gli abitanti della zona colpiti dall’alluvione non si sono mai arresi ma per chi vive di agricoltura le difficoltà non sono poche. «Vorremmo che si parlasse di agricoltura come tutela del territorio e traino per il turismo locale - continua lui - Ripeto: non vogliamo aiuti economici, vorremmo solo che fosse valorizzato il nostro territorio, i nostri prodotti genuini, che ci fosse uno snellimento della burocrazia. Dare forza all’agricoltura - prosegue il nostro giovane imprenditore - significa tutelare l’ambiente e il territorio che ci circonda sul quale noi costantemente ci troviamo a lavorare. Bisogna che i giovani, specialmente in questo periodo di crisi lavorativa, siano incentivati a rimanere nelle campagne e a lavorare i loro campi - continua lui - e far capire loro che sono già fortunati perché hanno una base da cui partire». Il discorso dell’agricoltura, secondo lui, si ricollega strettamente alla tutela del territorio che anche in questi giorni è stato sotto osservazione a causa dell’allerta meteo elevata data nella giornata di giovedì. «Dobbiamo essere noi i primi a capire di amare il nostro territorio, tutelarlo, ma chi ci governa deve fare anche qualcosa per dare un incentivo a ciò, non dico direttamente in denaro, visto che non sono un politico, ma credo che le istituzioni siano in grado di sapere cosa si deve fare. In quelle zone in cui c’è molta attenzione per l’agricoltura il territorio è più sicuro». L’agricoltura intesa dunque come tutela del territorio, come una strada parallela alla messa in sicurezza del territorio medesimo. Valorizzare e incentivare l’agricoltura con una politica attenta può, secondo quello che ci lascia capire il giovane agricoltore, costituire un valido aiuto alla sicurezza del nostro territorio. Il modo di concepire l’agricoltura poi è davvero cambiato e l’agricoltura multifunzionale, come intesa adesso, ha anche una funzione sociale e di salvaguardia del territorio. Un parallelismo dunque, quello fra agricolture e sicurezza che potrebbe senza dubbio costituire una base di partenza.

«L’agricoltura - dice un altro operatore del settore - non intesa come spreco di denaro bensì come risorsa». (i.a.)

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