Il dolore
«Il Comune chieda lo stato di calamità»
Danni al Puntone per il maltempo dei giorni scorsi, la civica di Scarlino fa il punto sui danni
SCARLINO. La lista civica “La Rinascita di Scarlino” torna a chiedere interventi di regolamentazione del territorio dopo il disastro causato dall'alluvione al Puntone. «Il nostro primo pensiero e la nostra solidarietà vanno a chi questa calamità ha seriamente danneggiato – spiega la civica - per questo chiediamo che il Comune di Scarlino si attivi perché il nostro territorio venga riconosciuto lo stato di calamità naturale, cosicché le persone e le aziende danneggiate possano almeno richiedere un'indennità per il danno subito. Quanto è accaduto non è causato solamente dalle inclemenze meteorologiche ma è soprattutto prodotto dell'incuria dell'uomo e, nella fattispecie, dal disinteresse della nostra amministrazione comunale per la tutela del nostro territorio. Ancora una volta, con danni immensi e disagi notevoli, la natura indifesa cede inerme e diventa, suo malgrado, “causa involontaria” di distruzione o di evento catastrofico».
Secondo la civica insomma serve più intraprendenza ed iniziativa da parte del Comune per cercare di evitare calamità come quella appena accaduta. «In questo caso è il fiume Pecora a non essere stato regolato: il padule, che prima accoglieva le piene del fiume, ora non è più in grado di assolvere a questo compito in quanto è stata notevolmente ridotta la sua area, occupata progressivamente dalle scorie delle lavorazioni industriali. E nemmeno le casse di espansione per il Pecora a nord della Vecchia Aurelia sono state realizzate. Stessi problemi anche per Portiglioni, con aree allagate ed attività sott’acqua: il Comune, durante la costruzione del porto, doveva prevedere da parte di Promomar la realizzazione di canali di scolo naturale verso il mare e situazioni così drammatiche si sarebbero evitate. Ma ancora più grave è la situazione a Puntone vecchio: in quell'area, da sempre vincolata per il rischio idraulico, l'amministrazione comunale ha permesso contro il nostro parere la costruzione di alcune villette e con l’ultima alluvione l'argine del padule non ha retto: queste nuove costruzioni sono state allagate e, oltre ad esse, hanno riportato ingenti danni le attività presenti in quest'area, con evidenti responsabilità degli amministratori che hanno governato il territorio. Richiamiamo quindi tutti i soggetti istituzionali al senso di consapevolezza e responsabilità, per rendere esecutivo il progetto di messa in sicurezza del fiume Pecora, della rete idraulica e della costruzione degli impianti necessari alla bonifica della piana scarlinese, priorità non più rinviabile a fronte di eventi che ormai non sono più eccezionali».
Michele Nannini
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