Il Tirreno

Grosseto

Frutta in strada, stretta sui negozi

di Maurizio Bernardini
Frutta in strada, stretta sui negozi

Già 28 violazioni accertate in via Emilia e in altri esercizi commerciali “gemelli”

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GROSSETO. “Sai cosa c’è, faccio come mi pare, tanto quelli…”: ecco, la reazione di tanti grossetani alle reiterate violazioni delle norme è questa. Via Emilia, negozio di frutta e verdura: decine le segnalazioni di persone esasperate dalla presenza di scatoloni, frutta marcia e sudiciume fin per strada. La pensilina dell’autobus, dove un tempo c’era chi attendeva la Rama, molto spesso è occupata da chi lì proprio non avrebbe il diritto di stare.

Eppure, nonostante le numerose multe, i blitz e gli accertamenti, non c’è verso di venirne a capo. Quel frutta e verdura non è l’unico ad essere finito sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine. I numeri diffusi da fonti vicine alla polizia municipale sono imbarazzanti: «Tra 2013 e 2014 sono state elevate – in 4 attività della stessa “catena” - 28 violazioni per occupazione abusiva di suolo pubblico, 11 in materia commerciale, un sequestro preventivo per occupazione abusiva del suolo pubblico e una mancata ottemperanza all’ordinanza del sindaco (roba da articolo 633 e 650 del codice penale)». Da parte sua, il primo cittadino ha pure fatto chiudere il locale per 5 giorni, ma non è servito a niente.

«Ho visto delle foto – sbotta l’assessore al commercio, Emanuel Cerciello - ed è roba da terzo mondo. Quindi sarà bene che qualcuno intervenga con urgenza». L’uomo della giunta è preoccupato per le condizioni igienico sanitarie, «Perché si riavvicina per l’ennesima volta la primavera, il caldo. E questa gente sversa rifiuti nelle pattumiere e arriveranno, così come avvenuto in passato, i topi». D’altra parte, fanno sapere dalla municipale, sono arrivate anche multe per smaltimento abusivo di rifiuti. «Senza considerare – prosegue Cerciello - che si svalutano appartamenti e fondi commerciali vicini e rischia di passare il messaggio “Fai quello che vuoi, tanto nessuno ti punisce”». Pure l’assessore centrista ricorda come «Tante sono le sanzioni amministrative avviate nei mesi, comprese chiusure provvisorie. Ma dobbiamo insistere. Domani (oggi per chi legge, ndc) mi farò portavoce in giunta delle molte lamentele che ricevo». Intanto l’altro assessore coinvolto, quello alla polizia municipale, Arsenio Carosi, ricorda come nella faccenda sia anche coinvolta l’Asl «Per verifiche degli aspetti sanitari». Il problema è che spesso «C’è chi le multe le riceve, ma poi non le paga. Eppure non passa settimana senza che quelle zone coinvolte in certe situazioni non siano oggetto di nostri controlli. Ma ricordo che in un primo tempo c’era stato un accoglimento positivo della gente, poi il disordine e la sporcizia hanno fatto calare la domanda dei cittadini». Ma visto che la simpatia con le regole c’entra ben poco, ci sarà da dare risposta a tutti quelli che le tasse le pagano davvero. Tutta gente che sborsa fior di quattrini a Comune, Regione e Stato. Come la Tares, quadruplicata in questo settore. La protesta corre nei bar e nelle piazze, anche in quelle virtuali: tanti i commenti su Facebook riguardo una situazione divenuta insostenibile. Tra i tanti che passando davanti al negozio di via Emilia si sono stropicciati gli occhi c’è anche il capogruppo della lista civica Lolini sindaco Ppe, Claudio Pacella. Diverse foto scattate e un commento sarcastico hanno accompagnato lo sfogo del noto medico, allibito per il degrado. Ma quelle dei frutta e verdura non sono le uniche violazioni difficili da punire. Gli abusivi che proliferano nelle aree di sosta cittadine sono divenuti tutto d’un tratto troppi e indigesti ai più. A decine si ritrovano per "aiutare" l’automobilista di turno a parcheggiare al Vallo degli Arcieri, o davanti al Misericordia, alla Coop di via Inghilterra o in via Don Minzoni. Una nuova professione che per molti, ragazze in testa, è fonte di ansia.

«L'abusivismo nei parcheggi, davanti all’ospedale e agli uffici Asl – tuona Cerciello – non mi va proprio giù. Bene ha fatto Bonifazi a emettere serie ordinanze anti degrado. Ma dobbiamo andare avanti e dare risposte concrete». Sì, perchè se la città ha la pretesa di essere turistica non può accogliere a suon di abusivi i turisti che arrivano in centro. E chi va in ospedale o negli uffici della Asl magari non è di buon umore. E avere tra le scatole il solito insistente amico che ti indica il posto auto e chiede due spiccioli dà fastidio. Questo al di là di eccessi e rigurgiti razzisti. Ma anche oltre il buonismo di circostanza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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