La manifestazione
«Ecco il nostro olio Times, giudica tu»
Dopo l’inchiesta sulle frodi, i frantoiani di Confartigianato inviano una bottiglia al giornale: «Non siamo tutti truffatori»
GROSSETO. «Non siamo tutti dei truffatori. Invitiamo i redattori del New York Times ad assaggiare i nostri prodotti». È così che una bottiglia d’olio extravergine partirà a breve dagli oliveti della provincia di Grosseto alla volta dell’8ª Avenue, New York city. Qui ha sede la redazione di uno dei quotidiani più famosi al mondo, il New York Times, che nei giorni scorsi ha pubblicato un’inchiesta in fumetti sull’olio d’oliva italiano importato negli Stati Uniti e che sarebbe, secondo il giornale, nella gran parte taroccato.
Il Times ha poi rettificato ma il danno all’immagine di uno dei prodotti principe della produzione italiana è fatto. E i 18 frantoiani associati a Confartigianato Imprese Grosseto hanno deciso di darne diretta dimostrazione ai giornalisti Usa: nei prossimi giorni invieranno loro una bottiglia d’olio della rete Frantoi di Maremma, costituita da sette frantoi.
«L’accusa è che gran parte del nostro extravergine d’oliva venduto nel mondo è adulterato e mescolato con oli meno nobili – spiega Emiliano Calchetti, funzionario della Confartigianato che segue il settore dell’alimentazione –. Sebbene quella delle frodi alimentari sia una problematica reale e preoccupante, da contrastare e combattere, è evidente che siamo di fronte a una pericolosa generalizzazione che offende e danneggia gli onesti produttori che hanno da sempre lavorato per valorizzare e difendere la qualità e tipicità dell’olio di oliva italiano».
«La contraffazione e la frode del made in Italy è un gravissimo problema da combattere e reprimere duramente – spiega il presidente dei frantoiani di Confartigianato, Paolo Sabatini –. Si potrebbe triplicare il nostro export agro-alimentare se riuscissimo a recuperare le quote di mercato che sono sottratte alla nostra identità nazionale dalle migliaia di prodotti che di italiano hanno solo il nome. Ma la strada da percorrere non è certo la denigrazione della nostra produzione nazionale. Voglio ricordare al New York Times che proprio l’olio d’oliva è uno dei prodotti più apprezzati nelle fiere enogastronomiche americane, non ultima quella del Fancy Food Show che si è conclusa da poco a San Francisco».
Inutile nasconderlo: i truffatori, ahinoi, ci sono. E Confartigianato invita i consumatori a prestare molta attenzione alle bottiglie d’olio vendute a prezzi troppo bassi perché si tratta evidentemente di prodotti mediocri e dannosi per la salute.
Se poi, gustata la bruschetta con l’olio nostrano, i redattori del Times non fossero ancora convinti il segretario generale di Confartigianato, Mauro Ciani, è pronto a invitarli in Maremma a spese dell'associazione, per la prossima campagna di molitura 2014-2015.
Francesca Ferri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google