Condanna a 16 mesi per l’investimento mortale sulle strisce
GROSSETO. Non c’erano testimoni e la dinamica dell’incidente era stata ricostruita dalla pattuglia della polizia municipale intervenuta in un secondo momento. Così ha sostenuto la difesa, invocando l’...
GROSSETO. Non c’erano testimoni e la dinamica dell’incidente era stata ricostruita dalla pattuglia della polizia municipale intervenuta in un secondo momento. Così ha sostenuto la difesa, invocando l’assoluzione del proprio assistito, un automobilista di 37 anni imputato di omicidio colposo per l’investimento di un pedone, Fabio Innocenti, morto a sette mesi di distanza dall’incidente.
Ma il gup Bilisari, accogliendo la richiesta del pm D’Amelio, ha condannato con il rito abbreviato Cristian Palombi, grossetano, a 1 anno e 4 mesi (pena sospesa e non menzione), condannandolo a versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 100mila euro per ciascuna delle quattro parti civili costituite (i familiari della vittima), rinviando la quantificazione del totale al giudice civile. «La sua auto presentava il parabrezza sfondato - scrive il giudice nelle motivazioni - e sul tettuccio venivano ritrovati un cappellino di lana e una cicca di sigaretta, appartenuti quasi sicuramente alla vittima».
I fatti sono del 5 febbraio 2010. Quella sera, verso le 18,40, in via de Barberi, una pattuglia della polizia municipale era intervenuta per i rilievi di un incidente appena avvenuto, con il paziente portato in ospedale dal 118. Gli agenti notavano una Panda in sosta e concludevano che l’auto, diretta verso il centro commerciale, aveva investito l’uomo mentre questi stava attraversando la strada da destra verso sinistra. L’uomo era stato portato a Siena e poi a Volterra, dove era morto il 24 settembre successivo senza riprendere conoscenza. Il ct nominato dalla Procura per l’autopsia aveva concluso che il decesso era stato causato dalle gravissime lesioni riportate nell’incidente e che non vi erano state negligenze da parte degli operatori sanitari che l’avevano assistito.
Il giudice ha anche notato che l’imputato non ha mai parlato, non fornendo alcuna spiegazione alternativa della vicenda, magari nell’eventualità di un coinvolgimento di terzi. Patente sospesa per un anno e sanzione da 200 euro per non aver dato la precedenza al pedone. (p.s.)
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