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Citerni a Bonifazi: «Riorganizziamo tutto il settore»

GROSSETO. Ancora Farmacie comunali, ancora caos. La vendita, per il momento, è sfumata, ma da Sel non si placa il fuoco sulle scelte dell’amministrazione. È la leader del movimento, Cristina Citerni,...

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GROSSETO. Ancora Farmacie comunali, ancora caos. La vendita, per il momento, è sfumata, ma da Sel non si placa il fuoco sulle scelte dell’amministrazione. È la leader del movimento, Cristina Citerni, a suonare la carica (affiancata da Lucio Corsetti, Giampiero Tanghetti e dal segretario provinciale del movimento, Flavio Agresti) e a replicare quanto già espresso qualche giorno fa sul Tirreno. «Abbiamo fatto solo il nostro mestiere di opposizione. Qualunque compratore sa che esiste un consiglio comunale e una minoranza. Abbiamo agito alla luce del sole, in modo chiaro». La Citerni replica alle parole del sindaco Emilio Bonifazi che, pure di recente, era tornato a puntare il dito contro quella che aveva definito una «Minoranza rumorosa in grado di danneggiare l’applicazione di una volontà politica legittima». Insomma, per il capo della giunta il frastuono messo su da Sel e M5S, con raccolta firme (2mila e, come rimarcato dalla Citerni, “Senza avere la possibilità di allestire un banchetto”), ricorsi in tribunale, mozioni e uscite sulla stampa non ha fatto altro che intimidire chi avrebbe voluto investire sulle Farmacie comunali; per la Citerni, invece, l’opposizione non ha fatto altro che assolvere il proprio compito. Ora dietro l’angolo c’è il ritorno della faccenda in consiglio: l’atto d’indirizzo che legittima la procedura di vendita di Fcr, quello del marzo 2013, è ancora bello intatto e per i vertici di piazza del Duomo uno rappresenta una duplice certezza. Un’assicurazione procedurale, l’iter era stato avviato in virtù di un qualcosa approvato in sede di consiglio; e una garanzia politica, la battaglia che il sindaco intende portare avanti ha una chiara legittimazione. L’occhio di Sel, adesso, è tutto alla riorganizzazione di Fcr: «Poco appetibili perché gestite male? Ma scusate – tuona la Citerni – non è forse il Comune che le ha gestite sino a oggi? E ora viene a dire queste cose?». E poi ancora: «Il bilancio di Fcr va visto in termini monetari o di servizio? Fcr, pur mal organizzate, portano soldi correnti. E non si può reagire come fa il sindaco e riversare sui lavoratori tutti gli errori gestionali che ci sono stati». Sel torna a ribadire il proprio no anche alla vendita di alcune farmacie, quelle meno redditizie, rispetto ad altre. «La soluzione a spezzatino ci fa paura: avrebbe serie ripercussioni sui diritti dei lavoratori. Noi, invece, vogliamo l’esatto contrario, una riorganizzazione completa del servizio in accordo con dipendenti e sindacati. Per questo vogliamo incontrare le parti in causa». La vendita di Fcr era in bilancio e, proprio per questo, l’iter referendario era stato bocciato dal collegio dei saggi. «E ora come si mettono le cose?» si chiede, sarcastica, la Citerni.

Maurizio Bernardini

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di Redazione web