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Addio Brunello la Cgil perde uno dei suoi leader

Addio Brunello la Cgil perde uno dei suoi leader

Cipriani aveva 90 anni, è stato figura di primo piano a livello nazionale. Grande il legame con Cofferati

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GROSSETO. A Roccatederighi domenica è mancato Brunello Cipriani, figura di primo piano del sindacato a livello nazionale, un uomo della Sinistra che fu. Aveva 90 anni ed era molto conosciuto in città e in tutta la Maremma. I funerali si svolgeranno al cimitero della Misericordia, a Grosseto, alle 11 di oggi. Partenza alle 10 dall'abitazione di Roccatederighi.

Brunello Cipriani è stato attivo in politica per oltre 60 anni (nel Pci), sempre informato e lucido - anche negli ultimi tempi - nell'esaminare le vicende locali e italiane. Grossetano (era nato nella casa di famiglia, in via Cesare Battisti), aveva sposato nel 1945 la rocchigiana Olga Pianigiani, che poi gli ha tenuto compagnia fino in fondo. Su di lui ci sarebbe da scrivere un libro. I rapporti con Novella, Lama, Pizzinato, Trentin. Una lunghissima carriera in Cgil, nell'ambito chimico-minerario, fino a diventare segretario nazionale di settore. E poi quell'amicizia filiare con Sergio Cofferati, che proprio lui - Brunello - aveva cresciuto. Memorabili le sue battaglie, a livello di federazione e di sezione, per osteggiare la svolta della Bolognina. Un leader. Questo era Brunello. Un leader con capacità oratorie fuori dal comune e impensabili slanci di umanità.

Aveva partecipato, da protagonista, alle principali vertenze nazionali nel settore chimico-minerario. Chi se lo ricorda al pezzo ne evidenzia ancora oggi l'autorevolezza, unita alla concretezza, che ne hanno fatto un punto di riferimento ascoltato e rispettato. Iniziò l'attività di sindacalista nel comprensorio metallifero, seguendo industrie importanti come la Montecatini. Partecipò alla costruzione delle prime piattaforme, studiando con passione e puntigliosità le modifiche utili al miglioramento dell'organizzazione del lavoro; insomma un pioniere di tematiche che diventeranno poi oggetto di importanti accordi aziendali. Sempre in prima linea, a Milano e a Roma, nel periodo di grande espansione del sindacato dei chimici-minerari, che proprio in quegli anni si unifica con il settore del vetro-ceramica, dando vita alla Filcea.

È sempre stato orgoglioso di aver fatto crescere una nuova classe dirigente del sindacato, quadri destinati ad assumere ruoli apicali in Cgil, come Sergio Cofferati, oppure il presidente della Fondazione Di Vittorio Carlo Ghezzi.

All'inizio degli anni Novanta si ritirò dalla politica attiva continuando però a impegnarsi in Spi Cgil, a tenere alta l'attenzione sulle persone, sui bisogni dei più anziani, dei pensionati, che nella zona nord erano soprattutto i compagni ex minatori. La Cgil era la sua casa. Guardando al passato, cosa che non gli era congeniale, rammentava l'autunno caldo del 1969, il congresso del 1977 a Rimini, la questione della scala mobile nel 1984 e la rottura con la componente socialista. Tutti passaggi di cui era stato testimone-protagonista. Alla famiglia Cipriani, alla moglie Olga, a Massimo e Margherita, ai nipoti Lorenzo e Micol, le condoglianze della redazione di Grosseto del Tirreno. (g.b.)

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