Sicurezza
Rocky contro gli storni E il cielo dà spettacolo
Alla stazione il “duello aereo” tra la poiana e l’esercito degli uccelli migratori che hanno occupato, a decine di migliaia, le palme di piazza Marconi
GROSSETO. Una poiana lanciata dal falconiere sul ciuffo di quattro palme dove sono appollaiati grappoli di storni. Un fischio, il rapace in picchiata e un fuggi fuggi di piccoli uccelli. Non è un documentario girato nel deserto ma la battuta per scacciare gli storni dal piazzale della stazione, a Grosseto, che ieri ha tenuto con il naso all’insù in un inatteso bird watching metropolitano viaggiatori e accompagnatori intorno allo scalo. All’opera, Rocky, una poiana di Harris, al comando di Mauro Castaldo del Gruppo Falconieri di Maremma. Che, coi Falconieri del Re e il Gruppo Volontari del Capitano Ultimo, lavorano per allontanare le migliaia di storni dal capoluogo.
Il problema è nato a inizio 2014 alle scuole di via Monte Bianco. Gli storni, di passaggio per svernare, sono uccelli pacifici e capaci di eleganti acrobazie. Di contro però producono una quantità di escrementi proporzionale al loro numero. Come fargliene una colpa? Il cruccio è, però, che li scaricano ovunque, creando seri problemi di igiene.
Per allontanarli vanno impauriti con falchi e poiane, loro predatori, indirizzati dai falconieri a svolazzare tra i rami degli alberi scelti dagli storni per passare la notte. Che sono, così, obbligati a cercarsi un posto più sicuro.
In via Monte Bianco ha funzionato. Peccato, però, che quel “posto più sicuro” gli storni lo abbiano trovato poche centinaia di metri più là, sulle palme della stazione. Un posto, come spiega il responsabile del Progetto Migratoria, il maresciallo Luca Bececco, dove il lancio di rapaci è più complicato a causa dei fili della ferrovia. Per questo ieri i falconieri hanno usato solo una poiana, che caccia a basso volo.
Rocky è arrivato verso le 18. Gli storni, fitti fitti sui rami, si stavano appollaiando. I falconieri hanno preparato il campo illuminando le palme con dei laser e con fischi e battiti di mani. Quindi è bastato indirizzare Rocky alla volta del bersaglio. Spiccato il volo dal braccio del falconiere, la poiana ha svolazzato per una mezz’ora da una palma all’altra, poi sugli alberi di fronte fin sul tetto della stazione, calamitando l’attenzione degli umani e creando qualche intoppo al traffico. Per un pubblico di bipedi incuriositi e affascinati, le migliaia di “comparse” (loro malgrado) terrorizzate dal rapace si sono dileguate a varie riprese. Finito il lavoretto, Rocky è tornato sul braccio di Castaldo. Più tardi è stata necessaria una seconda “caccia”. «Ma domani (oggi, ndr) gli storni dovrebbero essersene andati». Quanto lontano e se definitivamente, però, è difficile dirlo.
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