Il Tirreno

Grosseto

SOCIETÀ REALE E RISPOSTE CONCRETE

di DANIELA PIANDELAGHI *

La segretaria provinciale del Pd (sotto) e la capogruppo del Pd in consiglio comunale (qui) rispondono a quanto detto da Marco Simiani tre giorni fa al Tirreno. Da entrambe, però, neppure una parola...

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La segretaria provinciale del Pd (sotto) e la capogruppo del Pd in consiglio comunale (qui) rispondono a quanto detto da Marco Simiani tre giorni fa al Tirreno. Da entrambe, però, neppure una parola sull’applicazione del codice etico e la nomina di Giancarlo Bastianini nell’esecutivo.

di DANIELA PIANDELAGHI *

È. facile per qualcuno parlare di “visione complessiva”, “uscita dagli schemi”, di rapporto con “la città reale”. Frasi di rito che non costano nulla ma che fanno molta figura. Purtroppo prive di qualunque concretezza. La concretezza è infatti patrimonio degli amministratori che si misurano ogni giorno con i fatti reali e davvero hanno una visione globale della città, impossibile per chi la guarda da un punto di vista parziale pur essendo magari protagonista della vita politica cittadina da anni. Anche i consiglieri comunali, che praticamente non percepiscono compensi, sono società reale. Anche gli imprenditori che si alzano alle 5 di mattina e hanno ottimi rapporti con noi ma che non mandano lettere ai giornali per farci i complimenti, sono società reale. Società reale è anche una giunta che si misura quotidianamente con uno Stato che taglia trasferimenti e stabilisce entità e modalità di riscossione delle tasse che solo nominalmente sono comunali ma che al Comune riservano semplicemente la parte di chi bussa alla porta dei cittadini, si scusa, ma chiede soldi. Questo non è un fatto reale? La concretezza la si misura in un'Amministrazione che, al contrario di quanto si afferma, tiene aliquote Imu più basse della media regionale, in particolare su artigiani e commercianti. Che fa rateizzare in 4 rate la mazzata della Tares, anche in questo caso più bassa che altrove, a parte i casi di comuni che facevano pagare il 100% dei costi già da anni. Che abbassa la Tosap a chi riqualifica edifici in centro o organizza iniziative per la città. Che, ancora, firma convenzioni con le banche per far saldare i creditori. Che riduce in pochi anni il debito del 2006 da 110 milioni fino a 78 (con benefici in termini di interessi). Un'amministrazione che riapre e riqualifica il Maiano, il Cassero, le Casette cinqucentesche, le troniere; che investe quasi 50 euro procapite per la spesa sociale e tenendo basso il grado di compartecipazione delle famiglie agli ingenti costi dei servizi a domanda individuale. Ecco che cosa è davvero concreto e frutto di una visione complessiva. Altrimenti quali potrebbero essere gli strumenti per “uscire dagli schemi” come ci viene chiesto? Non rispettare il patto di stabilità causando l'automatico aumento per legge di tutte le tasse, la ulteriore riduzione dei trasferimenti in base allo sforamento e numerosi altri vincoli di spesa in termini di investimenti e di blocco delle assunzioni? Oppure dobbiamo ridurre la spesa sociale? Che cosa dovremmo fare secondo chi pensa che la tassa di soggiorno debba essere reinvestita sul turismo minimo al 50% non sapendo che lo è già per il 100%? Non basta affermare che si deve dialogare con la città reale se poi si parla per sentito dire.

* capogruppo Pd

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