Sicurezza
Doni modici ai dipendenti Ecco le regole per gli enti
Comune e Provincia si dotano di propri codici di comportamento dei lavoratori Ammessi regali fino a 50 euro in municipio, fino a 150 a palazzo Aldobrandeschi
GROSSETO. «Modesto, accessibile alle possibilità, specialmente in rapporto al denaro. Sinonimo di basso». Così il dizionario di italiano “Sabatini Coletti” definisce l’aggettivo «modico», quello con cui le linee guida per il codice di comportamento dei dipendenti pubblici definiscono i regali che possono essere accettati da chi lavora in un Comune o in una Provincia. Ma in soldoni «cosa», anzi «quanto», può essere definito “modico”? Per la Provincia lo è un regalo che non supera i 150 euro. Per il Comune di Grosseto lo è un cadeau che ne costa al massimo 50.
Questa e altre curiosità emergono dai codici di comportamento dei dipendenti che in questi giorni ogni ente pubblico sta emanando in virtù del dpr 62/2013 che disciplina per la prima volta alcuni comportamenti che potrebbero scivolare sul terreno della corruzione o del favoreggiamento. Può, ad esempio, un dipendente comunale, socio di una società sportiva, avere voce in capitolo sui contributi che il Comune dà a quella società? O ancora: può un funzionario provinciale che ha la moglie nel direttivo di una associazione decidere su collaborazioni dell’ente con quella associazione?
Nel Grossetano alcuni Comuni stanno ancora stilando il codice mentre altri lo hanno già approvato e lo stesso ha fatto la Provincia. Le nuove regole saranno valide per tre anni, con revisione annuale. Ma non sono le stesse per tutti.
Confrontando i codici dell’ente provinciale e del Comune capoluogo, la prima grande differenza che balza agli occhi è sull’entità dei regali che i dipendenti possono accettare dai «destinatari dell’azione amministrativa» senza che nessuno abbia a obiettare che possano essere considerati dei favori di scambio.
«Per regali o altre utilità di modico valore si intendono quelle di valore non superiore, in via orientativa, a 100 euro, anche sotto forma di sconto erogato individualmente e occasionalmente. Tale limite non si applica alle promozioni, saldi, convenzioni e alle iniziative commerciali destinate alle generalità di una o più categorie di dipendenti», si legge all’articolo 6 del codice per i dipendenti della Provincia. Nell’arco dell’anno, inoltre, il valore di tutti i regali da parte di uno stesso soggetto non può superare i 150 euro.
La soglia di 150 euro, d’altro canto, è quella prevista dalle linee guida in materia di comportamento delle pubbliche amministrazioni (anche nella bozza di codice del Comune di Follonica, ad esempio, si fa riferimento a questa cifra).
Al Comune di Grosseto, però, a quanto pare “basta il pensiero”. «Per regali o altre utilità di modico valore si intendono quelle di valore non superiore a 50 euro, anche sotto forma di sconto, viaggi o gadgets». E, anche cumulati, i regali non devono superare questa soglia. Inoltre il Comune specifica in quali occasioni i dipendenti comunali possono ricevere o fare questi regali ai colleghi o a terzi, ovvero «nell’ambito delle normali relazioni di cortesia (es. nascita di un figlio, compleanno, onomastico) e delle consuetudini (Natale, Pasqua)». Sempre il Comune stabilisce che, in caso di regali «fuori dai casi consentiti», questi vadano consegnati al Comune che li assegnerà ad associazioni benefiche a rotazione. Una restituzione simile la prevede anche la Provincia.
Restano esclusi del tutto dalla possibilità di ricevere regali, secondo il codice della Provincia, i poliziotti e gli addetti al controllo del territorio, mentre per il Comune è comunque vietato ricevere in regalo soldi in contante.
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