Toscana
«Centro pedonale per una città più viva»
Rosini e Buzzetti (Pd) chiedono scelte coraggiose all’Amministrazione: «Meno restrizioni ai locali»
GROSSETO. «La gente deve sapere che Buzzetti e Rosini vogliono pedonalizzare il centro storico e riempirlo di locali, gente, vita. Finora si è dormito, ci vuole una sveglia»: così Stefano Rosini, ex Idv, da poco passato al Piddì in “quota Renzi”, torna a lanciare quanto anticipato dal Tirreno nei mesi scorsi.
Rosini e Buzzetti (ex Sel, oggi anche lui Piddì) riprendono, di fatto, la campagna del giornale per liberare piazza della Palma (e non solo) dalle auto.
I due presentano un'operazione che punta a spazzar via l'ingessatura decisionale, da molti attribuita alla volontà di preservare il consenso.
«Sono oramai maturi i tempi per avviare un confronto definitivo, senza pregiudiziali, con le associazioni, i commercianti, i residenti, ma anche con i cittadini che vivono e che voglio vivere il centro» dicono i due consiglieri comunali. Ma occhio, altro che tavoli di concertazione e lungaggini.
Di questo gli esponenti piddini sono stanchi. Vogliono scelte, decisioni. E le vogliono adesso. «Se non si prenderanno in tempi rapidi delle scelte coraggiose il centro della nostra città si trasformerà in un deserto, con tutto quel che ne consegue».
Il punto è di esaltarne quella che Rosini e Buzzetti chiamano la “vocazione”: «Deve essere un dormitorio e un sito di investimenti immobiliari dove i residenti possano posteggiare sotto casa, oppure è più utile a tutta la città che il centro sia un luogo strategico dove incontrarsi, conoscersi, divertirsi, il fiore all'occhiello di una comunità attiva che ha voglia di vivere? Noi siamo convinti della seconda ipotesi: per questo vanno rivisti gli orari serali delle manifestazioni legate a cultura e musica. Non si tratta di essere a favore del rumore o approvare il disturbo della quiete pubblica, noi siamo contro il pubblico silenzio. Perché il silenzio fa male e deprime un'intera comunità, perché il silenzio può rendere insonni come il rumore. E quasi mai la musica è rumore».
Per Rosini e Buzzetti la città dovrebbe essere «una somma di equilibri, di silenzio e di rumore. E non sempre il silenzio è colto e il rumore è volgare, saper leggere una città è saperla rendere superiore agli interessi dei singoli, destinando spazi al silenzio e spazi alla vita. Ma se si affonda il centro storico nel silenzio arriverà presto il degrado urbano e sociale. Se si affonda il centro nel silenzio una città intera muore».
Ecco perché i consiglieri piddì tornano a chiedere a gran voce la pedonalizzazione dell’area dentro Mura, almeno in via sperimentale, per il sabato e la domenica.
«Per valorizzarla e consentire a turisti e cittadini di passeggiare in tranquillità e sicurezza nelle strade della città che nei giorni di festa sono più affollate. E poi le auto danneggiano i monumenti più importanti». Quelle viuzze del salotto buono «Appartengono a tutti, sono patrimonio di una città: biglietto da visita, cartina di tornasole dell’umore e della vivacità di una comunità. Pertanto, chiunque le abiti ha il compito di renderle vive e di mostrarle con orgoglio ai visitatori. Questa è la nostra città. Piena di pietre d’un tempo, conservate con rispetto (e magari senza auto e camion che danno una mano a sfasciarle, ndc). E piena di gente che abita vie antiche. Perché non siamo un rudere e neanche vogliamo diventarlo».
E il riposo? «È sacro. Ma lo sono anche le scelte: chi ha deciso di vivere nel cuore della città ha il privilegio di abitarlo ogni giorno della sua vita. Chi non ne ha avuto la possibilità ha solo poche occasioni per vivere quei luoghi. Non bisogna mai essere egoisti e avere rispetto delle regole. Ma le regole non dovrebbero mai privilegiare chi è nato già privilegiato. Le regole dovrebbero distribuire democrazia e rendere tutti più felici. È dono dei saggi rinunciare un po’ della propria felicità a favore di quella degli altri. Chi non è saggio non sopporta mai il divertimento altrui, perché non ne è più capace. E denuncia, prima ancora di discutere, capire, interagire».
Ma come faranno i residenti a portare a casa la spesa, ad assolvere quelle che sono le esigenze quotidiane? Un piccolo bus elettrico potrebbe essere la risposta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google