Il Tirreno

Grosseto

Cascate d’acqua nel castagneto, sos suolo

Cascate d’acqua nel castagneto, sos suolo

Le abbondanti piogge creano “fiumi” a Salaiola. L’allarme di un’abitante: «Serve prevenzione»

2 MINUTI DI LETTURA





ARCIDOSSO. Castagneti nei pressi di Salaiola. Fiumi d’acqua, anzi cascate, che invece di andare a finire nel fosso Saliola si riversano sulla provinciale sottostante il castagneto. E la protesta per la mancanza di attenzione per queste situazioni che rischino di distruggere le opere della natura e dell’uomo non è leggera.

Monia Pastorelli, che a Salaiola ci abita, per scelta di vita, con la sua numerosa famiglia, si chiede, fornendo le foto del disastro dovuto alla pioggia di due giorni, se «la cura del territorio inizia da qui, da questo scenario».

«Mi chiedo, sostanzialmente – annota Monia Pastorelli – che progetto abbiamo per questa nostra terra, e se ce lo abbiamo un progetto, più che altro. Un territorio così ricco di bellezze naturali ed artistiche ma così tanto trascurato dall’uomo. Che cosa vogliamo lasciare ai nostri figli e come vogliamo vivere e rapportarci noi, con il nostro presente? Come possono convivere l’eremo di David Lazzeretti, il Parco faunistico del Monte Amiata (riserva naturale), i nostri boschi di castagni e faggi, i nostri paesaggi suggestivi con tanta indifferenza da parte dell’uomo? Incuria del territorio, sperimentazioni geotermiche sino in Val d’Orcia».

La riflessione della signora Pastorelli è amara: «Sono tornata dopo tanti anni, quindici per l’esattezza, a vivere qui, per scelta – spiega la donna – perché ho sempre creduto in uno sviluppo di questo territorio ma, oggi veramente, soprattutto come mamma di tre bimbi, mi chiedo se ho fatto davvero la scelta giusta. Vorrei veramente poterli far vivere in un ambiente sano, non inquinato, con acqua buona di sorgente, tra il verde incontaminato e vederli crescere orgogliosi del luogo dove abitano ma, non è certo questa la realtà che adesso gli stiamo offrendo».

Il problema sollevato da Monia Pastorelli, che implica, fra l’altro, la prevenzione e gli interventi contro il dissesto idrogeologico, il ruolo dei consorzi di bonifica, quello delle amministrazioni e anche dei privati (tra i quali si annotano la cura della pulizia dei fossi e delle fossette, il taglio di alberi incontrollati, la rimozione della sporcizia dopo il taglio e via dicendo) torna di grande attualità, ogni volta, dopo che si verifica un disastro provocato dall’acqua o da altro. Ma bisognerebbe, invece prevenire e curare in anticipo.

«Credo – conclude con amarezza ma anche con la fiducia che, intervenendo, qualcosa sia ancora possibile fare – che possa essere il momento giusto per provare a riparlare in maniera nuova di questa nostra Amiata». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa