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Uil: «La spesa per le colazioni non è uno spreco»

Uil: «La spesa per le colazioni non è uno spreco»

ROCCASTRADA. Anche la Uil Funzione Pubblica interviene sulla questione "colazioni" sollevata nei giorni scorsi da Il Tirreno, a seguito dell'invio in redazione di una determina del Comune di...

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ROCCASTRADA. Anche la Uil Funzione Pubblica interviene sulla questione "colazioni" sollevata nei giorni scorsi da Il Tirreno, a seguito dell'invio in redazione di una determina del Comune di Roccastrada, con la quale si stanziavano 10 mila euro per i coffee break della scuola di formazione per dipendenti pubblici. «Il problema - scrive Sergio Sacchetti, segretario di Uil Fpl - è indubbiamente centrale e attuale e per questo motivo intendiamo esprimere in maniera chiara e inequivocabile la nostra posizione sugli sprechi di denaro pubblico dei contribuenti». Una posizione che quindi riguarda anche la delibera di Roccastrada.

«Nella fattispecie la questione riguarda le spese impegnate dal Comune di Roccastrada per il ristoro dei dipendenti durante le pause dei seminari di aggiornamento della scuola di formazione. Dispiace che si sia posto l'accento su qualcosa che può sembrare a prima vista uno sperpero di denaro pubblico ma che invece rappresenta un esempio di buona amministrazione, che tiene conto delle esigenze obbligatorie della formazione dei lavoratori pubblici, contemperando anche momenti di risparmio per il moltissimo personale che viene da tutti i Comuni della provincia di Grosseto, in termini di "buono pasto" che comunque spetta ad un lavoratore per otto ore lavorative e in trasferta».

A fronte della domanda che si pone Il Tirreno, e cioè se la piccola colazione rappresenti o no uno spreco di denaro pubblico, Uil Fpl risponde «no, perché il percorso seguito è conforme ai canoni costituzionali del buon andamento di una pubblica amministrazione e produce un ottimo risultato derivante dalla formazione dei dipendenti».

Infine Sacchetti «per dare un segnale forte e uscire finalmente dalla spirale che tende ad accerchiare il mondo del lavoro pubblico», dopo aver detto basta alle speculazioni, sottolinea quelli che sono i veri sprechi: «i costi stratosferici delle indennità dei parlamentari, di amministratori regionali, di manager pubblici a tutti i livelli, le indennità multiple, i parchi macchine di rappresentanza, le sovrapposizioni di funzioni tra le amministrazioni». (g.b.)

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