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a barbaruta

«Troppe buche sulla strada»

«Troppe buche sulla strada»

L’ex comandante della Finanza scrive alla Provincia

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CASTIGLIONE. Il racconto dell’incidente con una ruota squarciata capitato ad una giovane mamma castiglionese, con a bordo la figlia di diciotto mesi, sulla strada provinciale di Barbaruta, malridotta e piena di buche, non è passato inosservato. Non poteva esserlo, visto che su quella strada più di un automobilista ha dovuto fare i conti con la strada dissesatata, piena di buche. Pericolosa.

Con una lettera un altro castiglionese, Paolo Mori ex comandante della guardia di finanza a Castiglione, spiega di aver segnalato i dissesti che ha visto su questa strada nelle scorse settimane allo stesso Leonardo Marras presidente della Provincia, e al comandante della polizia provinciale, non ricevendo però nessun tipo di risposta.

Nella mail inviata da Mori è sottolineata la sua amarezza e delusione per il comportamento che sta adottando la Provincia di Grosseto e dagli organi preposti alla prevenzione e repressione delle violazioni al codice della strada: «Non è condivisibile un comportamento simile adottato dalla Provincia – scrive Paolo Mori. Percorrendo la strada provinciale di Barbaruta all’imbrunire, e chiamarla strada è un eufemismo, in direzione di Castiglione, ho notato che una pattuglia aveva sistemato il rilevatore di velocità. Attualmente, e in considerazione dello stato della strada pieno di buche, sono stati apposti limiti di velocità a 30 chilometri orari. Mi chiedo come sia possibile non incorrere in violazioni, visto un limite così basso. E se il limite di velocità è stato ridotto ai fini della sicurezza stradale, secondo me questo non è il metodo di prevenire, anzi è solo un metodo per esasperare ancora di più i cittadini-utenti, in questo caso automobilisti. Per fare prevenzione e non cassa (non lo voglio pensare), su questo tratto di strada sarebbe stato più utile e opportuno l'uso del lampeggiante in dotazione alle auto degli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, visto anche l'ora e le condizioni meteorologiche, con il tempo nuvoloso e il buio che stava calando. Avrebbe fatto più da deterrente di un rilevatore di velocità. L'uso di tale segnale luminoso, in situazioni analoghe, eviterebbe anche brusche frenate ai conducenti di autovetture, con i relativi rischi per l'incolumità delle persone e dei mezzi, considerato il manto stradale, a dir poco, pericoloso».

Chiude la lettera il Mori: «Non metto assolutamente in dubbio la legittimità dell'operato della pattuglia, erano nel pieno diritto, ma voglio dire che forse quello non era il luogo adatto. Ritengo, a livello personale, che situazioni analoghe non avvicinano i cittadini alle istituzioni, anzi gli tolgono anche la voglia di esprimere, tramite il non-voto, i propri diritti».

Enrico Giovannelli

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