Il Tirreno

Grosseto

Sos frane e smottamenti Amiata e le colline ko

di Fiora Bonelli
Sos frane e smottamenti Amiata e le colline ko

A Saturnia l’acqua stacca dall’alveo alcuni massi delle celebri “cascatelle” La montagna si rivela vulnerabile: crolli ovunque e la viabilità rurale è in tilt

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MONTE AMIATA. Dall’entroterra collinare all’Amiata, l’acqua bussa forte e colpisce duramente monti e colline. A Saturnia addirittura, dove gli affluenti dell’Albegna sono andati a inondare i campi con le stesse modalità dell’alluvione 2012, l’acqua stacca dal loro alveo alcuni massi dalle famose cascate del Mulino.

Si tratta dei sassi a sostegno delle ultime vaschette che in prossimità del fiume l’acqua ha scalzato con violenza fino a farle cadere dal proprio incavo. E la pioggia ininterrotta per due giorni, oltre a scaricare fiumi in pianura, ha portato alla luce anche in Amiata tutte le vulnerabilità della montagna: frane, crolli, smottamenti, strade rurali in tilt, mangiate dalla forza della pioggia che non ha dato tregua. Una delle zone più delicate, quella di Arcidosso che, graziato questa volta dal consueto straripamento del fosso omonimo, che l’ultima volta allagò piazzale Rama e strada dell’Incoronata, mostra però criticità altrove: una frana, sulla strada provinciale cinigianese, poco dopo la località Casa del Prete, un crollo di un muro di tre metri a Montelaterone, fili delle luci strappati e viabilità rurale in gravissimo affanno. Sulla cinigianese , dalla parte sinistra della carreggiata, ha ceduto il terreno ed è venuto giù un castagno secolare, che si è portato via tutto il terreno attorno al cespite delle radici e che nella discesa verso la strada ha strappato il tubo dell’acquedotto. Un danno grave che ha preteso l’immediato intervento dei mezzi della provincia e di Acquedotto del Fiora. Intanto, sotto una pioggia sferzante, è crollato un muro a retta nella zona di Trivallo a Montelaterone, chiudendo la possibilità di transito: «Dobbiamo intervenire quanto prima - dice il sindaco Emilio Landi - perché sebbene sia una strada che a un certo punto finisce, tuttavia assicura l’avvicinamento alle case del borgo». Anche a Roccalbegna una frana ha interessato il ponte sul fiume Albegna, ma è stata subito transennata, senza impedire la circolazione. Hanno tenuto, invece, i tronconi delle mura di Cana crollate recentemente per infiltrazioni di acqua. Alberi caduti a Castel del Piano, in particolare un abete per via Matteotti: «Gravi danni non ci sono stati, commenta il sindaco Franci, a parte l’aggravamento della frana della strada vecchia di Montegiovi». Fogliame sulle strade, acqua a fiumi, pozzi traboccati nel comune di Santa Fiora, dove quello che preoccupa di più sono, però, i fiumi: «Teniamo sotto stretta osservazione - spiega Renzo Verdi, sindaco di Santa Fiora - il torrente Scabbia sotto la Fornacina, mentre gli altri, Fiora compresa, sebbene grossi, sono tuttavia sotto controllo anche grazie agli interventi idraulici che abbiamo fatto nel corso del tempo. Anche il riassetto comprensoriale previsto e concordato con l’Unione dei comuni sta dando qualche risultato. Ma bisogna imparare a prevenire i disastri e a investire denari per salvaguardare il benessere dell’ambiente». Alberi caduti anche a Seggiano, 2 in particolare a Cerreto e a Pescina: «Si è allagato anche il piazzale di Marsiliana - fanno sapere dal comune di Seggiano - e le strade provinciali traboccano d’acqua che le fossette non ricevono più». «Per fortuna noi stavolta siamo ai margini di questa perturbazione - commenta Marzio Mambrini sindaco di Castell’Azzara - e a parte le consuete strade allagate e battute dalla pioggia, qui è tutto tranquillo».

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