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La donna si difende: «Non volevo uccidere mio marito»

PITIGLIANO. Il giudice delle indagini preliminari Marco Bilisari si è riservato la decisione sulla convalida e sull’eventuale custodia in carcere - come chiesto dal pm Salvatore Ferraro - della donna...

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PITIGLIANO. Il giudice delle indagini preliminari Marco Bilisari si è riservato la decisione sulla convalida e sull’eventuale custodia in carcere - come chiesto dal pm Salvatore Ferraro - della donna romena trentenne che l’altra sera a Pitigliano ha aggredito il marito colpendolo con un paio di forbici. Tentato omicidio l’accusa formulata dalla Procura, nei confronti della donna, che lavora come aiuto cuoca.

La straniera, assistita dall’avvocato Alberto Vannetti, ha risposto alle domande del giudice, ripercorrendo brevemente le tappe di una escalation di violenze fisiche e psichiche, protrattesi negli anni. L’aveva anche denunciato, tanto tempo fa, era stata in una comunità a Orbetello in seguito all’attivazione delle procedure previste dal Codice rosa. Poi era tornata a casa: «L’ho fatto per le bambine».

E l’altra sera con un paio di forbici stava aprendo una busta di latte proprio per loro quando il marito, così ha raccontato, l’ha aggredita: «Mi ha preso per il collo e io non ce l’ho fatta più». Così, come per reazione, come per una “legittima difesa” di fronte a una continua serie di angherie, ha spiegato di aver colpito l’uomo con le forbici, raggiungendolo al torace, nella parte sinistra. «Non volevo ucciderlo». Ma secondo il sostituto procuratore ci sono gli elementi per sostenere una tesi simile. Sul braccio destro dell’uomo c’è anche un altro colpo da taglio: l’uomo ha raccontato di essere stato ferito successivamente con un coltello, lei ha però negato di aver sferrato un secondo colpo. Non è da escludere, secondo la difesa, che l’uomo possa essersi fatto male scappando precipitosamente da casa dopo essere stato ferito.

Ma saranno anche gli accertamenti clinici a fare luce, unitamente a un nuovo sopralluogo nell’abitazione, su cui ci sono ancora i sigilli dei carabinieri, allertati quella sera stessa dalla vittima scappata da casa: lì potrà essere rintracciato il coltello (le forbici sono già sotto sequestro).

Il medico legale, il dottor Rossano Santori, intanto ieri ha esaminato la donna. Questa relazione, insieme agli accertamenti sulle ferite riportate dall’uomo, finirà nel fascicolo dell’accusa. La decisione del giudice potrebbe giungere nella giornata di oggi.

(p.s.)

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