Sicurezza
Concordia, sub muore mentre lavora sotto il relitto
La vittima è un sommozzatore spagnolo di 40 anni. Secondo una ricostruzione pare che sia rimasto incastrato tra le lamiere mentre era impegnato in un'immersione dedicata a operazioni preliminari per l'installazione dei cassoni sul lato di dritta
Un sommozzatore spagnolo di 40 anni, Israel Franco Moreno (FOTO), è morto mentre stava lavorando sotto il relitto della Costa Concordia all'Isola del Giglio. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio nell'area del cantiere. Secondo una ricostruzione pare che il sub, originario de La Coruna, sia rimasto incastrato tra le lamiere mentre era impegnato in un'immersione dedicata a operazioni preliminari all'installazione dei cassoni sul lato di dritta della nave che dovranno riportare la Concordia in galleggiamento. Secondo informazioni, il sommozzatore probabilmente si sarebbe tagliato ad una gamba rimasta incastrata in una lamiera e poi sarebbe morto per dissanguamento e conseguente scompenso cardiaco.

(Israel Franco Moreno e il relitto della Concordia - Foto profilo Facebook)
Il primo a soccorrere Israel Franco Moreno è stato il compagno di immersione, che è riuscito a portarlo in superficie dove sono intervenuti medico, paramedico e 118. Quando lo spagnolo è stato tirato fuori dall'acqua, ed è stato soccorso dai sanitari sulla piattaforma che ospita il personale, era ancora cosciente ma la situazione è apparsa subito grave. Un elicottero del 118 ha recuperato la salma, poi trasferita in un ospedale. Nel cantiere della Concordia, viene spiegato, ogni sub quando lavora in immersione ha come "angelo custode" un collega che rimane in osservazione e interviene se ci sono problemi. Cosi' è successo anche per il sommozzatore spagnolo, ma l'intervento tempestivo garantito da questa pratica non e' bastato a causa delle gravi ferite riportate nell'incidente sott'acqua.
È LA PRIMA VITTIMA SUL LAVORO DEL CANTIERE
Ci sono già stati incidenti sul lavoro al personale che lavora al cantiere della Costa Concordia ma il decesso di sabato pomeriggio è il primo infortunio mortale che avviene al Giglio durante operazioni tecniche al relitto. Il 26 aprile 2013 un altro sub impegnato nei lavori alla Costa Concordia era morto, ma avvenne per cause naturali e non per un incidente di lavoro: la vittima era un filippino di 54 anni trovato morto nella doccia della sua camera a bordo della nave albergo Pioneer che ospita il personale; risultò che la sua ultima immersione risaliva a oltre 36 ore prima della morte e anche per questa distanza di tempo non fu collegata alle attivita' subacquee. Nel cantiere della Concordia ci sono stati, invece, feriti per infortuni sul lavoro. Il 23 aprile 2013 un medico di 42 anni, in assistenza ai sub del cantiere, cadendo all'indietro da una scaletta di un rimorchiatore riportò un trauma cranico e si fratturo' la clavicola. Il 24 maggio 2013 un operaio inglese di 30 anni rimase ferito mentre erano in corso operazioni di trivellazione, rimanendo lievemente schiacciato su una piattaforma. Entrambi vennero trasferiti al pronto soccorso di un ospedale.
LA PROCURA SEQUESTRA PARTE DEL CANTIERE
La procura di Grosseto ha fatto sequestrare al Giglio la parte di cantiere del relitto della Costa Concordia dove nel pomeriggio e' morto per un incidente sul lavoro un sommozzatore spagnolo del consorzio Titan Micoperi mentre lavorava su un lato della nave. Saranno sentiti anche gli altri sommozzatori colleghi della vittima e impegnati nei lavori sott'acqua. Accertamenti anche dell'ispettorato del lavoro e della capitaneria di porto.
ROSSI: SI AGGIUNGONO DOLORE E RABBIA
"Un altro lutto si aggiunge purtroppo alla lunga lista di vittime di questa nave aggiungendo dolore al dolore. E, al dolore, si aggiunge anche la rabbia per un'altra morte sul lavoro, la morte di un giovane che non stava facendo altro che il suo dovere''. Così il governatore toscano Enrico Tossi in seguito alla morte del sommozzatore spagnolo al Giglio. Rossi ha espresso, anche a nome della Giunta regionale, il suo cordoglio. "Siamo vicini alla famiglia e a tutti i colleghi del giovane subacqueo - prosegue Rossi - che ha perso la vita mentre era impegnato a dare il suo contributo ad un'operazione che sappiamo essere delicata, difficile e importante per tutti noi. Un contributo per il quale il nostro Paese e la Toscana gli saranno per sempre grati''.
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