Il Tirreno

Grosseto

«Cavalli uccisi dalla fame e dagli stenti»

di Francesca Gori

Blitz in un allevamento: uno dei due animali è stato trovato agonizzante dal veterinario, denunciato il proprietario

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ROCCASTRADA. Il cavallo è un animale povero, va in giro con gli zoccoli e senza calze. Se gli salti addosso ti porta, se lo metti davanti a una carrozza la tira. Se è stanco, dorme in piedi. Corre, con la criniera al vento, scalcia. Il cavallo è un animale che ha bisogno dell’uomo, quando nasce e cresce in un allevamento. Altrimenti muore. I due cavalli che non sono sopravvissuti all’indifferenza di chi sarebbe dovuto prender cura di loro, sono due maremmani che non avevano nomi che portassero genealogie altisonanti. Erano in un allevamento a Roccastrada. Uno, morto probabilmente da una ventina di giorni. L’altra invece, agonizzante. L’hanno trovata così gli uomini della Lac, la lega anti caccia, che due giorni fa avevano ricevuto una segnalazione. L’ennesima, nell’allevamento di Roccastrada dove qualche anno fa hanno cercato anche di entrare le telecamere di Striscia la notizia. Era distesa a terra, in una pozza d’acqua. I suoi occhi erano quelli di chi sta per morire. Gli occhi pieni di paura, di dolore. Di stanchezza. Il proprietario dell’allevamento non era lì con lei, non stava facendo nulla per salvarle la vita. Sono arrivate le guardie zoofile che hanno chiamato subito un veterinario dell’Asl. È stata una corsa contro il tempo, quella della dottoressa, nella quale a vincere è stato il tempo.

Non è stato possibile fare nulla, per quella cavalla dal manto bruno: i suoi occhi si sono chiusi che erano le 17 di un giovedì pomeriggio funestato dalla pioggia. Ha sofferto, hanno detto le guardie zoofile e il veterinario. Ma non era sola: poco distante c’era un altro cavallo che aveva subito lo stesso destino. Lui non lo hanno visto morire: era già passato troppo tempo, forse venti giorni.

Il proprietario dell’allevamento, Lauro Rossi, è stato denunciato per uccisione di animali dai carabinieri di Ribolla, che sono arrivati all’azienda agricola insieme agli uomini della polizia provinciale. A loro ha spiegato che quei due cavalli, di 2 e 8 anni, non erano suoi. Che qualcun altro avrebbe dovuto occuparsi di loro. Ma così non è stato.

Non avevano una tettoia sotto la quale vivere, non avevano probabilmente cibo a sufficienza.

Sarà l’autopsia a dire cosa abbia ucciso i due esemplari di maremmani.

Ieri, dopo il sequestro dei due animali, le guardie zoofile e la polizia provinciale sono tornati all’allevamento per un’ispezione, insieme all’istituto Zooprofilattico della Toscana e del Lazio.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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