Il Tirreno

Grosseto

Una holding è interessata alla Mabro

di Enrico Pizzi
Una holding è interessata alla Mabro

Offerta dal Lussemburgo fuori dal bando, ora aspetta la riapertura: «Nel precedente valutazione troppo elevata»

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GROSSETO. Una holding con sede in Lussemburgo ha manifestato interesse per l'acquisto della Mabro di Grosseto.

L'investitore, che vuole rimanere dietro le quinte, ma che dice di rappresentare un gruppo che ha una varietà di interessi, tra cui anche altri investimenti nel settore dell'abbigliamento, spiega di non avere approfittato del bando che è scaduto il 27 gennaio scorso per presentare un'offerta perché le condizioni poste erano troppo rigide. In particolare a scoraggiarlo sarebbe stato il valore di stima dell'azienda – circa 1,25 milioni di euro – che, preso come prezzo base, è stato giudicato «eccessivo per un’azienda con una produzione che è ferma».

L'investitore spiega, però, di aver preso in considerazione l’idea di presentare un offerta «dopo che l’esito di quel bando è stato deludente, per evitare il fallimento e la chiusura definitiva della Mabro». Non fa mistero, poi, del fatto di essere stato dapprima interessato solo ad alcuni rami d’azienda e soprattutto di non essere minimamente interessato ad acquistare il marchio, valutato ben 550mila euro: un prezzo che ha ritenuto alto, «soprattutto perché il marchio non ha tutto questo grande appeal e nell’ultimo decennio ha perso progressivamente valore».

Anzi, l'interesse dell'investitore sarebbe quello di far ripartire subito la produzione, con la stessa qualità di Mabro, ma con un marchio completamente nuovo. Adesso, infatti, la sua offerta «non è limitata – dice – ad alcuni cespiti aziendali, ma è un’iniziativa volta a salvaguardare l’impresa dalla chiusura definitiva e ricollocarla rilanciandola e ridando speranza a una realtà made in Italy».

L'investitore, al momento, ha solo manifestato il suo interesse contattando l'advisor che il commissario governativo Giampiero Russotto ha incaricato di seguire il bando per la vendita della Mabro. Adesso aspetta che siano riaperti i termini del bando e presenterà un'offerta economica con tutta la documentazione che il bando richiede. Se ci saranno le condizioni perché il commissario possa cedergli l'azienda, il nuovo imprenditore sarebbe intenzionato ad affittare l'immobile di via Senese e a iniziare da subito a lavorare con le maestranze e con i macchinari che ci sono, anche se sono strumenti vecchi. L'ipotesi è di cominciare, comunque, a investire, spostando in Maremma, gli investimenti che dovevano essere fatti al nord, proprio per creare, ex novo, un'azienda che avrebbe dovuto fare ciò che la Mabro sa già fare. Allegato all'offerta ci sarà, dunque, un piano industriale, come richiesto dal bando, in cui l'investitore si impegna a salvaguardare l’attività industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali per almeno 5 anni e a investire in apparecchiature informatiche e programmi applicativi, in consulenze per l'adozione di sistemi di qualità, in formazione imprenditoriale e del personale, in acquisto di macchinari, attrezzature e impianti, arredi, automezzi per il trasporto di cose, e anche nell'acquisto di negozi e magazzini, perché l'idea sarebbe quella di aprire punti vendita – almeno una decina, pare – in tutta la Toscana. Ovviamente il tutto subordinato all'accordo sul prezzo, ma anche al placet dei sindacati e dei lavoratori, una parte dei quali verrebbe da subito impiegata nella produzione e il resto proprio a servizio dei nuovi punti vendita.

«Anche se l’azienda tessile di Grosseto risulta in crisi ormai da tempo – dice l'imprenditore – presenta concrete possibilità di recupero, infatti il mio piano prevede il rilancio dell’attività mantenendo gli attuali livelli occupazionali ridando futuro e speranza allo stabilimento senza disperdere la professionalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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