Il Tirreno

Grosseto

Piscina a rischio chiusura, sos della società

La struttura del Campone è in difficoltà: «Non ce la facciamo più». Presto nuovo incontro col sindaco

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PORTO SANTO STEFANO. Non c’è pace per la piscina comunale del Campone la cui importanza (basti pensare che è l’unica esistente nell'intera zona sud) pare inversamente proporzionale alla sicurezza circa la sua sopravvivenza.

Ciclicamente si rincorrono le voci di un rischio chiusura e questo, purtroppo, è un periodo di quelli. L’attuale gestore - la società Argentario Nuoto - sembra che sia sul punto di alzare le braccia di fronte ai bilanci in rosso a causa dei costi che superano gli introiti. Il passaggio dalla gestione diretta del Comune all’appalto a terzi che sembrava la panacea di tutti i mali ha insomma risolto pochissimo. Anzi, i problemi sono gli stessi, come è emerso dalla recente assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio. Ogni anno prendono il volo 70.000 euro solo per pagare il gas a fronte di un contributo per la gestione di 76.000 euro. E poi ci sono le bollette dell’Enel e dell’Acquedotto del Fiora, tutte oltre i 10.000 euro. Pareggiare è impossibile contando solo sugli affitti delle corsie e sulle tariffe e abbonamenti dei singoli che vanno in acqua per allenarsi o fare fisioterapia. Così, durante l’assemblea è stato chiesto un incontro con gli amministratori. Incontro puntualmente avvenuto. Una delegazione della Argentario Nuoto si è seduta al tavolo con il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli, peraltro assiduo frequentatore della piscina fin da ragazzino, per discutere sul documento protocollato nella stessa giornata. Sul foglio, dati alla mano, tutte le problematiche di gestione, non ultime quelle derivanti dalle tutt’altro che soddisfacenti condizioni della struttura.

«Al sindaco - si legge in un documento dell'Argentario Nuoto - è stata fermamente rappresentata l’impossibilità della prosecuzione della gestione, ridotta, non per nostra volontà, ai minimi accettabili dalla utenza ed oggi resa possibile solo grazie allo spirito di sacrificio che accomuna dirigenti e collaboratori». Il sodalizio non ce la fa più e chiede al Comune il coraggio di «effettuare una scelta politica» perché, aggiunge, «la piscina, con le attività sociali e sportive che vi vengono quotidianamente svolte, rappresenta un valore aggiunto per la comunità per cui investire e lottare». Per questo è stato chiesto un nuovo incontro con il segretario comunale e gli assessori al bilancio ed allo sport, assenti al primo confronto.

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