Il Tirreno

Grosseto

Marras, obiettivo 70% di differenziata

di Enrico Pizzi

Piano dei rifiuti, il presidente provinciale smorza le polemiche degli ambientalisti: «Ridurremo la parte da incenerire»

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GROSSETO. «C’è qualcuno che commenta il piano dei rifiuti senza averlo letto, ma i bastian contrari, se gli dai ragione, cambiano idea». Il presidente della Provincia Leonardo Marras vuole chiudere così, a pochi giorni dall’adozione del piano interprovinciale dei rifiuti che andrà in consiglio martedì prossimo, le polemiche che hanno accompagnato la nuova pianificazione nell’ultimo mese.

«Oggettivamente – dice ai detrattori del piano – cambiamo il sistema di raccolta e da quello su strada passiamo al sistema porta a porta, e ci poniamo obiettivi molto più ambizioni rispetto al piano precedente: nel 2018 – spiega il presidente della Provincia - dobbiamo arrivare ad avere il 70% di differenziata, il che significa, per una provincia come la nostra fatta da case sparse, enormi distanze e piccoli paesini, che dovremo arrivare a livelli straordinari nei grandi centri, come il capoluogo. Dire che il nuovo piano è fatto apposta per incenerire – sottolinea Marras – è una falsità, anzi, andiamo a ridurre progressivamente la parte da incenerire, l’inceneritore di Scarlino non è nemmeno nel piano è solo una fabbrica da controllare. Certo non mi aspettavo apprezzamenti, ma meravigliano, per esempio, le critiche di Legambiente: quello che loro dicono è scritto tutto nel piano». L’assessore provinciale all’ambiente Patrizia Siveri mette in evidenza anche il fatto che la provincia di Grosseto, con questa pianificazione e la sua impiantistica, «è autosufficiente e può consentire anche ad altri di realizzare, come noi, gli obiettivi del decreto Orlando che vieta di portare il tal quale in discarica». Il piano interprovinciale punta molto anche sulla flessibilità degli impianti «che possono cambiare pelle nel medio lungo periodo – dice Marras – e l’impianto di Strillaie è essenziale, perché per ridurre i costi occorre essere efficienti nella raccolta e negli impianti e gli impianti, per essere efficienti debbono essere grossi, dimensionati, in modo tale da poter servire non solo il nostro territorio e aiutarci, così, a ridurre l’impatto delle tariffe sui cittadini grossetani». Basti pensare che attualmente l’impianto è autorizzato per 27mila tonnellate annue di organico, ma Grosseto ne conferisce solo 10mila. Non solo la Provincia autorizza l’impianto a ricevere la frazione organica anche dagli altri territori dell’Ato Toscana Sud, ma prevede la possibilità di realizzare, a Strillaie, un biodigestore e piattaforme per la valorizzazione delle altre frazioni di rifiuti riciclabili. Il tutto nell’ottica di abbattere i costi e prevedere business alternativi per quando, una volta ridotto sensibilmente il conferimento del “tal quale” all’impianto, sarà necessario rivedere la convenzione con la società Futura, per eliminare quelle penali previste nel caso in cui non si conferisca una determinata quantità di “tal quale”. Particolare non secondario, che Marras sottolinea, è che il nuovo piano dei rifiuti mette in sicurezza il territorio dal rischio emergenza rifiuti, per i prossimi 25 anni. E in quest’ottica, non solo Strillaie, ma anche Cannicci è un patrimonio importante per il territorio. Sul fronte dei costi, è vero che pesano molto «perché siamo una Provincia in cui solo i trasporti costano di più – spiega Marras – e anche i picchi estivi pesano. Ma sui costi incidono enormemente anche quelli per la bonifica della ex discarica delle Strillaie. «Al consigliere comunale Colomba che oggi polemizza su questo – dice Marras – ricordo che quei costi dipendono anche da lui» visto che nulla è stato fatto, per la discarica, quando era assessore del Comune capoluogo.

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