Il Tirreno

Grosseto

Dal permesso per le perforazioni alla licenza, abitanti all’oscuro

Quindici giorni fa a Montenero d’Orcia si è tenuta un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e quello di Montalcino Silvio Franceschelli, oltre...

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Quindici giorni fa a Montenero d’Orcia si è tenuta un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e quello di Montalcino Silvio Franceschelli, oltre a diversi produttori di Brunello e Montecucco. Nel frattempo la deputata grossetana Marisa Nicchi (Sel) ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell'Ambiente per capire come la Gesto abbia avuto il permesso di eseguire perforazioni in Val d'Orcia su un'area di 35 chilometri quadrati alla ricerca di calore geotermico. Tutto parte dal decreto legislativo 22/2010, che ha liberalizzato l’attività geotermoelettrica. La Toscana è stata subito sommersa dalle richieste, e di queste 38 sono andate a buon fine. Le concessioni sono tutte concentrate nelle province di Grosseto, Siena e Pisa per un totale di circa tremila kmq.

In particolare, la multinazionale Gesto Energy consulting - specializzata in impianti solari, eolici, idroelettrici e geotermici - per mezzo della sua consociata Gesto Italia srl, ha ottenuto 3 licenze di ricerca in Toscana, una delle quali è denominata “Montalcino”. La concessione riguarda un'area di 65 kmq comprendenti un lembo del territorio di Montalcino e i comuni di Castel del Piano, Arcidosso e Cinigiano. In seguito la Gesto Italia srl si è concentrata su una porzione di questo territorio pari a circa 30 kmq nel comune di Castel del Piano e ha richiesto al Ministero per lo Sviluppo Economico la possibilità di erigervi una centrale geotermoelettrica dalla potenza massima di 5 Megawatt. Con il Decreto Legislativo numero 28 del 2011 infatti il Governo italiano ha dato il via alla nascita - su tutto il territorio nazionale - di 10 centrali geotermoelettriche sperimentali a basso impatto ambientale che non superino la potenza di 5 Megawatt. Di queste, ben 4 nasceranno proprio in Toscana. Eppure quest’area non è soltanto di altissima rilevanza paesaggistica - non a caso la Val d'Orcia è tutelata dall'Unesco dal 2004 - ma dà anche vita a prodotti agroalimentari di altissima qualità. La collina di Montenero, per esempio, è una micro area dove insiste l’Olivastra Seggianese, una pregiata cultivar di olivo presente soltanto qui. Un bene prezioso da tutelare. (g.b.)

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