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Grosseto

Villa Gaia, la giunta al Consiglio di Stato

Villa Gaia, la giunta al Consiglio di Stato

Sarà impugnata la sentenza del Tar che permetteva a Etruria Nova di costruire il bagnetto

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MARINA DI GROSSETO. Vincere una battaglia – al Tra – non significa vincere la guerra. Nemmeno se questa dura da ventidue anni. E così si riaprono i giochi per il bagnetto, a Villa Gaia, dell’hotel Terme Marine Leopoldo II, di proprietà della Etruria Nova.

Dopo anni di tira e molla con l’amministrazione per avere i permessi per costruire il bagnetto davanti all’albergo, su un tratto di spiaggia dove negli anni Sessanta c’era una colonia delle suore o oggi c’è il lussuoso resort con spa, lo scorso settembre Etruria Nova ha vinto il ricorso al Tar.

La società aveva portato il Comune davanti al tribunale amministrativo perché dagli anni Novanta non è ancora riuscita a ottenere i permessi per costruire lo stabilimento, nonostante abbia una concessione per cure elioterapiche dagli anni Sessanta e abbia partecipato e vinto la gara che il Comune nel 2009 aveva indetto per dare in concessione la spiaggia. Sembrava fatta, ma il Comune, dopo quasi un anno, revocò la concessione alla società sostenendo che per due anni la proprietà non l’aveva sfruttata e dunque non aveva diritto a quel punteggio in più previsto perché era già concessionaria del tratto di spiaggia. E pazienza se, come si giustificò Etruria Nova, non l’aveva potuta usare perché nel frattempo il Comune aveva aperto un cantiere proprio lì davanti e aveva prodotto una serie di detriti, risultato dei lavori, che avevano formato una duna atropica proprio all’ingresso della spiaggia che ne impediva l’accesso.

Etruria Nova, dunque, ha fatto ricorso al Tar e lo ha vinto. Il Tar ha riconosciuto che, se non aveva potuto usare la concessione, era per colpa del cantiere del Comune e della conseguente duna.

Per la società, però, è ancora presto per cantare vittori. Il Comune, infatti, resta convinto di non essere nel torto e nella seduta di martedì scorso la giunta ha deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato, il tribunale d’appello della giustizia amministrativa.

«Il concetto di duna oggi è molto esteso – spiega il sindaco Emilio Bonifazi – e lì esiste comunque una duna, seppur non di dimensioni e morfologia tipiche di queste conformazioni, che va tutelata. Quello che cerchiamo di ottenere è un ridimensionamento del bagnetto a tutela della duna». Al Consiglio di Stato, l’ultima decisione.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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