La manifestazione
«Una penna per il prof» L’ultimo saluto a Ivano
Celebrati ieri i funerali di Nardi, l’insegnante del Porciatti scomparso a 65 anni Il ringraziamento della famiglia, la scuola pensa di intitolargli l’aula magna
GROSSETO. I suoi studenti gli si sono stretti intorno per l’ultimo addio. C’erano tutti, ieri al suo funerale, i ragazzi di Ivano Nardi, professore all’Iti Porciatti di Grosseto – e prima ancora al Nautico Da Verrazzano di Porto Santo Stefano – scomparso il 27 gennaio a 65 anni per un malore improvviso.
In una chiesa gremita, accanto alla famiglia e agli amici, hanno voluto salutare Nardi anche i suoi studenti, quelli ai quali ha fatto lezione fino allo scorso venerdì, ma anche quelli diplomati da anni e che non lo hanno dimenticato.
Difficile, del resto, dimenticare un insegnante come Nardi. Come ha ricordato la preside, Maria Grazia Trani, nella sua orazione, Nardi era legatissimo ai suoi studenti grazie alle sue doti di umanità e di ascolto. «Il bastone che usava dopo che anni fa era stato colpito da ictus – ha ricordato la Trani – non era un appoggio a seguito della malattia ma uno scettro, tanto era il suo carisma nei confronti dei ragazzi».
Cordoglio e commozione anche tra i colleghi. «Aveva un modo diverso di vivere l’aspetto educativo – lo ricorda Carlo Sestini, insegnante al Porciatti – che infondeva fiducia ai ragazzi. Con lui ho lavorato sei anni e il suo era davvero il modo migliore di lavorare, perché stabilisce un’empatia con gli studenti, ti porta a entrare nelle loro corde, a seguire il loro ritmo. Solo così riesci a non far alzare ai ragazzi quella barriera che poi ti impedisce di trasmettere anche l’insegnamento. Uno dei ragazzi più grandi mi si è avvicinato e mi ha confidato che per lui Ivano era come un padre. Sicuramente per molti era uno di famiglia».
Ironico e autoironico, ma senza mai perdere il senso dell’istituzione scolastica – tanto che quando veniva invitato alle cene dai suoi studenti non mancava mai di far partecipare anche la preside – i ragazzi lo adoravano anche per quel suo buffo tic di “rubare” le penne agli studenti.
Per questo ieri gli hanno fatto un ultimo regalo: una penna Parker, impacchettata e appoggiata sulla sua bara. Alla famiglia hanno poi regalato un collage di foto del loro prof. Hanno poi portato loro stessi a spalla la bara.
Un gesto che ha commosso la famiglia – la moglie Carla, le figlie Alessandra e Francesca, la sorella Loriana, il nipote Marco e la mamma – che, anche attraverso il Tirreno, vuole ringraziare ciascuno di loro.
La scuola, intanto, sta pensando di intitolare al professor Nardi l’aula magna. (f.f.)
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