Attenzione
Record al Parco, censite 41 specie di uccelli
ALBERESE. Domenica 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide. Si celebra la ricorrenza della Convenzione sulle zone umide firmata il 2 febbraio 1971 nella città iraniana di Ramsar. Quest’ann...
ALBERESE. Domenica 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide. Si celebra la ricorrenza della Convenzione sulle zone umide firmata il 2 febbraio 1971 nella città iraniana di Ramsar. Quest’anno il tema della Giornata è la connessione tra agricoltura e zone umide, due ambienti che convivono perfettamente nel parco regionale della Maremma.
Dal 12 novembre scorso, infatti, il Padule della Trappola - Foce dell’Ombrone è stato dichiarato con decreto del Ministero dell’Ambiente “Sito di importanza internazionale ai sensi e per gli effetti della Convenzione di Ramsar relativa alle zone umide habitat degli uccelli acquatici”. È una zona di particolare pregio, dove ogni anno svernano migliaia di uccelli e dove è tornato a nidificare il falco pescatore.
Proprio in questi giorni, peraltro, al Parco della Maremma sono arrivati i risultati del censimento compiuto dal Centro ornitologico toscano, da cui emerge un quadro davvero molto positivo riguardo alla presenza di avifauna.
«Il censimento degli uccelli acquatici – spiega l’ornitologo Francesco Pezzo – si è svolto nel migliore dei modi nonostante le condizioni meteo avverse. Sono state censite ben 41 specie di uccelli acquatici, oltre 3.700 oche di 4 specie diverse e circa 250 gru. Inoltre, tra le specie più significative, sono stati avvistati il Tarabuso e l’Aquila minore». «Si tratta di numeri davvero molto importanti nel panorama nazionale – commenta il presidente del Parco della Maremma, Lucia Venturi – che confermano l’importanza della tutela che svolgiamo da 40 anni».
Per il censimento hanno operato 24 rilevatori affiancati dai guardaparco Gianfranco Martini, Beppe Anselmi e da Laura Tonelli. Sono stati avvistati e fotografati anche 4 falchi pescatori. Due nella Trappola, mentre pescavano tuffandosi uno dopo l’altro, e altri due nell’area del San Paolo; di questi uno è rimasto tutta la mattina posato sul bordo di un nido in fase di ristrutturazione. Non è esclusa, quindi, a primavera una quarta eccezionale covata.
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