Attenzione
Quando la città è inaccessibile ai disabili
Strade e marciapiedi, un percorso a ostacoli. E sono off limits alle carrozzine anche biblioteca, Iside e Pari opportunità
GROSSETO. Una cosa è sicura: una mamma abituata a girare per la città mentre spinge il passeggino del figlio, o un disabile ridotto in sedia a rotelle, quelle discese monche non le avrebbero progettate. La mobilità in piena autosufficienza non è cosa per i grossetani. Avete presenti le discese che di tanto in tanto interrompono i marciapiedi e danno sulla carreggiata?
Bene, nel capoluogo ne sono state ideate molte, come prescritto dalle norme e dal buonsenso, eppure qualcosa (si fa per dire) non va: discesa da un lato, marciapiede con scalino dall’altro. È così che il disabile, o magari il genitore con tanto di passeggino, si ritrova in una situazione surreale. Insomma, da una parte della strada c'è la possibilità di scendere dal marciapiede per attraversare, dall’altra non si può risalire. Ma ve lo immaginate il portatore di handicap, o la mamma, fermi ad armeggiare per la strada nel tentativo di aggredire lo scalino mentre le auto scorrazzano qua e là?
Se non fosse cosa vergognosa ci sarebbe pure da ridere. Noi ci abbiamo messo una ventina di minuti a trovare sei o sette situazioni inaccettabili (compreso qualche cafone che parcheggia sulle strisce). Discesa da un lato della strada e marciapiede ripido dall’altra li abbiamo pizzicati in via Campania, sulla Senese, in via Aurelia nord, in via Lettonia e addirittura davanti all’ingresso riservato ai ragazzini che frequentano la scuola calcio al Sacro Cuore (a proposito, lì le strisce sono scolorite, sarebbe bene dargli una passata). Pure sulla grossa arteria di viale Europa la musica non cambia: vicino a dove meno di due mesi fa perse la vita una donna investita da un’auto, ci segnalano un altro attraversamento pedonale incompleto.
Ma forse, dicono i più polemici, tutto questo non deve sorprendere. Certe carenze sono croniche: provi, chi ha figli piccoli o non può camminare con le proprie gambe ad andare alla biblioteca Chelliana a prendere un libro. Niente ascensore, niente accesso per carrozzine, niente bagno per disabili. Il luogo cardine della cultura grossetana non è un posto per tutti. Intanto, dal 1995 il Comune paga l’affitto per la sede “provvisoria” di via Bulgaria. Ma la biblioteca non è l’unica realtà per privilegiati: la sede di Iside, l’istituto comunale che segue l’infanzia, non è accessibile a passeggini. Discriminazione? Se la cosa vi fa girare le scatole andate a protestare all'assessorato per le Pari opportunità. Lo trovate proprio allo stesso piano di Iside. Ovvio, senza ascensore. E la terrazza panoramica ricavata dall’amministrazione al bastione del Maiano? Lì i lavori sono rimasti fermi per anni, tra lungaggini burocratiche, contenziosi e colpi di sonno. Poi, grazie all’impulso dato dall’opinione pubblica, i vertici della giunta hanno deciso di muoversi.
Eppure, anche al Maiano, l’attenzione per i più deboli non esiste. Noi una passeggiata sul terrazzone ricavato al di sopra dell’antico deposito dell’acqua l’abbiamo fatta. Qualcun altro la bellezza della città vista da lassù la potrà ammirare solo in cartolina.
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