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«Nel Pd c’è troppa confusione»

«Nel Pd c’è troppa confusione»

Fiorenzo Borelli commenta le candidature dei democratici in vista delle primarie

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MASSA MARITTIMA. «Questa è democrazia? Siamo solo alle semifinali ed è già guerra». Fiorenzo Borelli guarda agli avversari e cerca di capire il loro mondo.

Il candidato del movimento civico di Massa Comune infatti s’interroga sulle primarie Pd di Massa Marittima. Premette che vuole, come già detto, «di affrontare la campagna elettorale parlando di idee, proposte e programmi», ma allo stesso tempo «non posso esimermi dal commentare uno strumento propinato alla gente come strumento di democrazia ma, di fatto, espressione di strani giochi e colpi sotto la cintura». Sono un oggetto strano le primarie, secondo Borelli, perché «in una qualsiasi struttura organizzata, ci si riunisce, si discute, si litiga ma alla fine si esce con un candidato e via andare». Nel Pd invece c’è questo passaggio, anche a Massa Marittima, dove «si è scatenata una guerra porta a porta degli iscritti a raccogliere firme a favore del candidato voluto dal partito, chiedendo impegno a non avallare gli altri e in parallelo gli altri tentano sgambetti, scese in campo dell’ultimo secondo, per raccogliere ad ogni costo le agognate firme».

Il chiaro riferimento è alle ben quattro candidature venute fuori dall’ultimo direttivo dei democratici, per una sfida che culminerà il 9 marzo nelle sedi del Pd e che vedrà fronteggiarsi Marcello Giuntini, Sergio Martini, Luciano Fedeli e Sandro Poli.

Una sfida interna, ma molto combattuta.

«La realtà è che regna una confusione infernale nel partito che per antonomasia non mostrava screpolature» sostiene Borelli, che dovrà aspettare ancora un mese ed oltre per conoscere il suo avversario per le prossime elezioni comunali. Intanto, il candidato della civica si concentra sul programma da proporre per le prossime elezioni. Per cercare di vincere una competizione che si annuncia elettrizzante. (a.f.)

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