Il Tirreno

Grosseto

«La linea del Pd la deciderà l’assemblea»

di Guido Fiorini

Il 9 febbraio si riuniscono gli iscritti, il giorno dopo arriva Dario Parrini. Parla Marco Simiani

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GROSSETO. Sarà l’assemblea del 9 febbraio, convocata dopo la richiesta di 96 iscritti al Pd, in gran parte dell’area Futuro, a dare la linea per il partito di maggioranza in Maremma per i prossimi mesi. I temi sul tavolo sono tanti, ma gli iscritti, prima di tutto, dovranno cercare di fare sintesi fra le varie posizioni e correnti interne. Lo dice con chiarezza Marco Simiani. Che certo non immagina un partito unitario, ma almeno spera in una proposta condivisa da presentare, il giorno successivo, al candidato unico per la segreteria regionale, Dario Parrini. Il dinamico quarantenne ex sindaco di Vinci sarà infatti a Grosseto il 10 febbraio, in preparazione all’assemblea regionale del 16, in cui ci sarà la sua nomina alla guida del partito in Toscana.

«Abbiamo una serie di appuntamenti importanti – dice Simiani – a partire dalla nostra assemblea provinciale del 9. I 96 firmatari hanno proposto un ordine del giorno, su vari temi. Spero che riusciremo a fare sintesi, per presentare a Parrini una proposta condivisa. Abbiamo di fronte sfide decisive».

Quali sono i temi? «Si va dal sistema partito, alle primarie. Vorremmo farle in tutti i Comuni dove si vota, ovviamente in accordo con i territori. E poi chiediamo un interpretazione rigida del codice etico. Purtroppo sono state fatte delle scelte che vanno in controtendenza rispetto a quanto la gente ci chiede da tempo».

Lei allude alla nomina di Bastianini nell’esecutivo? «Già. Io non ce lo avrei messo. Queste sono le cose che rischiano di metterci in difficoltà con la nostra gente».

Che partito ha in mente? «Un partito che abbia un’organizzazione di volontari e non di stipendiati, che riscopra la passione per la politica. E che sappia avere un progetto a lunga scadenza, per la città e per la Maremma».

Nei giorni scorsi il segretario dell’Unione comunale, Biliotti, è stato molto chiaro. «L’intervista di Saimo la condivido in larga parte, ha alzato l’asticella e messo la giusta carica al partito. Però dobbiamo rapportarci con una Grosseto reale, quella fatta di imprenditori in difficoltà, di famiglie in crisi, di lavoratori andati a casa. Credo che dobbiamo dare a questa gente delle opportunità, gli strumenti per ripartire. E dobbiamo uscire dai vecchi schemi».

Quindi serve una visione a lunga scadenza. «Io sono fiducioso nella ripresa di Grosseto e della Maremma. Non vedo una città così degradata come qualcuno pensa, manca però una visione complessiva. E questa va trovata dialogando con quella Grosseto reale che dicevo prima. È chiaro che la città deve essere sempre più punto di riferimento, soprattutto in vista della sparizione della Provincia, Ente che faceva sintesi in un territorio così vasto. E qui il Pd deve fare la sua parte».

Qualche esempio concreto? «La fiscalità, ad esempio. Ci sono Comuni a pochi chilometri di distanza che hanno aliquote diverse per l’Imu o l’addizionale Irpef. Oppure che applicano in modo diverso la tassa di soggiorno. Quest’ultima deve essere usata interamente, o almeno al 50%, per creare una cassaforte che serva a investire su infrastrutture legate al turismo e all’accoglienza. La nostra industria è questa, la vedo come Saimo».

Però voi di FuturoPd continuate a restare fuori dagli organismi del partito. Che senso ha? «Siamo stati fuori in attesa dell’assemblea. Il 9 decideremo in che modo portare il nostro contributo. Dopo il voto provinciale, che ha disegnato un partito diviso a metà, c’è stato l’8 dicembre in cui Renzi ha avuto un grande successo, nazionale e in questo territorio. Ora ci sentiamo maggioranza di idea politica e vogliamo dire la nostra».

Ha visto il gruppo Facebook “Sei grossetano se...”? Oltre 5000 membri, senso di appartenenza. Che ne pensa? «Ho visto una montagna di bellissimi ricordi, una vera emozione. Ma sei grossetano se... guardi al futuro. Ora bisogna andare avanti».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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