Il Tirreno

Grosseto

il caso

In trasferta per rubare sospettato follonichese

di Alessandro De Gregorio

FOLLONICA. Ne ha rubate tre di sicuro, forse quattro, ci ha provato almeno altre due volte. Nel giro di pochi giorni il ladro seriale di auto è diventato un bel problema. Certo, basterebbe non...

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FOLLONICA. Ne ha rubate tre di sicuro, forse quattro, ci ha provato almeno altre due volte. Nel giro di pochi giorni il ladro seriale di auto è diventato un bel problema. Certo, basterebbe non lasciare le chiavi al quadro della macchina. Perché in tutti i casi in cui il tipo ha colpito è successo proprio questo. Anche nell’ultimo episodio, avvenuto martedì alle 17,30 in via San Francesco a Piombino dove è sparito un Volkswagen Caddy bianco con le scritte verdi “Centro ufficio Plus” sulle fiancate. Il primo episodio di cui siamo venuti a conoscenza risale a due settimane fa.

Lunedì 13 una signora parcheggia l'auto in via Galilei, davanti alla polleria Marisa. Scende, entra in negozio e mentre è là dentro si accorge che a bordo della sua vettura c’è un uomo intento a metterla in moto. Uno dei titolari del negozio esce di corsa, bussa al vetro della macchina e fa scendere il tipo. Lui inventa una storia, dice che voleva fare uno scherzo a un amico pensando che la macchina fosse la sua. Il commerciante non gli crede e lo invita ad andarsene senza fare tanti discorsi. Sembra finita lì.

Invece venerdì 17 avvengono altri due episodi, sempre nel pomeriggio. Prima in via Petrarca, dove un automobilista ferma la macchina davanti al cassonetto per gettare la spazzatura e mentre è lì vede un tipo, con una bottiglia di birra in mano, armeggiare intorno alla sua auto. «Scusa, che fai?». E lui ripete la storia dello scherzo, per poi fuggire a piedi. L'uomo telefona alla polizia per segnalare l’episodio. Pochi minuti dopo il primo furto portato a termine: sparisce la Panda rossa dell’autoscuola Il Torrione. L'auto è di fronte all’agenzia, all’angolo tra via Leonardo da Vinci e via del Fosso. È aperta, con le chiavi al quadro. Il ladro mette in moto e sgomma via. Esce da Piombino ma, al bivio di Fiorentina, tampona un furgone. Lo affianca, chiede se è tutto a posto. Le due persone a bordo del furgone dicono di no e lo fanno scendere. Così lui si inventa una scusa, dice che è un meccanico che doveva provare quella macchina, lascia un nome falso, un indirizzo falso (di Riotorto), invita i due a telefonare all’agenzia e se ne va. La Panda viene ritrovata il giorno dopo a Follonica da una ragazza che la segnala ai carabinieri. Ha danni per quattromila euro.

Ma le imprese del ladro di auto non sono finite.

Lunedì 27 altra macchina, sempre in via Leonardo da Vinci ma stavolta vicino al piazzale degli autobus. L’auto, una vecchia Panda, è di Gino Ghiandi. «Ero andato a firmare un contratto e quando sono tornato era sparita» dice l’uomo, che ha un’azienda alla Sdriscia. Qui non ci sono testimoni, ma si pensa che sia stata la stessa persona.

La descrizione parla di un uomo alto, robusto, con una papalina blu, barba incolta e un giaccone verde con cappuccio.

Carabinieri e polizia pensano che si tratti di un tossicodipendente di Follonica che si sposta in pullman. Hanno anche un nome ma aspettano di fermarlo in flagrante.

L’altroieri dunque l’ultimo colpo, con il furgone del Centro ufficio Plus lasciato in doppia fila, con le chiavi al quadro, e portato via. Ma ci sarebbero altri episodi che non sono venuti alla luce. Si parla anche di un’altra Panda, anch’essa rubata nella stessa zona di Piombino e poi recuperata a Follonica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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