Sicurezza
Guinzone, il valzer dei limiti di velocità
ORBETELLO. Tombola di numeri sui cartelli che indicano il limite di velocità sulla strada del Guinzone che ritorna, dopo pochi giorni dall’ultima segnalazione di un tratto pericoloso, agli onori...
ORBETELLO. Tombola di numeri sui cartelli che indicano il limite di velocità sulla strada del Guinzone che ritorna, dopo pochi giorni dall’ultima segnalazione di un tratto pericoloso, agli onori della cronaca. La segnalazione arriva da un automobilista.
«Il limite di velocità indicato ai due lati della strada è di 30 chilometri orari – spiega – ma, dopo l’uscita della notizia sul giornale, arrivano gli operai, mettono i segnali di lavori in corso e posizionano in prossimità del tratto pericoloso il limite di 40 chilometri, dieci in più di quelli segnalati all’inizio. Poi ne aggiungono altri: il senso unico alternato e altri limiti di velocità».
Una giungla di cartelli tra i quali è difficile districarsi. «Ma io mi domando: hanno un senso questi cartelli messi in questa sequenza? A quanto dobbiamo andare?», si chiede l’attento automobilista. «In prossimità del pericolo, che facciamo? Andiamo più veloci per oltrepassare prima la zona? Da 30 chilometri passiamo a 60 per tornare a 40 e finire a 20?».
Il tratto della banchina pericolosa, insomma, è senza dubbio ora molto ben visibile; ora il problema riguarda il caos dei numeri. «Sembra che abbiano messo i segnali tanto per metterli, che abbiano messo quelli che avevano, oramai siamo arrivati alla commedia dell’assurdo», dice anche un po’ divertito l’uomo.
Non è dato sapere, al momento, se il posizionamento della segnaletica sia stato messo in atto da operai del Comune o della ditta che sta realizzando in zona i lavori di sistemazione delle strade danneggiate dall’alluvione. In questa occasione, certo, non si può dire che non ci sia stato un eccesso di prudenza, forse troppa e forse, non essendo abituati a tanto scrupolo di segnaletica, anche questa circostanza ha dato nell’occhio. «So – dice – che può sembrare di cercare il pelo nell’uovo ma quando mai vedremo una cosa fatta come si deve, da manuale? È tanto difficile dare un criterio alle cose che si fanno?».
Alla fine di questa ennesima puntata della strada del Guinzone si potrebbe forse dare un suggerimento agli automobilisti che transiteranno in questo tratto: un bel terno secco sulla ruota di Firenze, sia mai che per una volta ne venga fuori del buono. (i.a.)
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