Sicurezza
«Contro le frodi sull’olio ai produttori serve la dop»
Seggiano, l’imprenditore Menchetti sprona i colleghi a dotarsi della certificazione «Dire che il nostro prodotto è buono non basta, va provato. Solo così si cresce»
SEGGIANO. «Dire che l’olio extra vergine italiano è eccellente, non basta. La promozione di un territorio, delle sue tradizioni e della sua economia, passa anche attraverso la certificazione dop del suo olio». Lo sostiene Fabio Menchetti, con un’azienda oleicola in quel di Seggiano, con un olio pluridecorato, quello di Nonno Adamo: per rendere inimitabile e riconoscibile l’olio seggianese – dice – occorre certificare dop e lancia un messaggio a produttori e consumatori, che cade proprio nei giorni in cui è diventato un caso mondiale l’allarme del New York Times sulle truffe ai danni dell’olio italiano – dei consumatori e dei produttori onesti – importato negli Stati Uniti.
«Perché certificare dop Seggiano?», si chiede Menchetti. «Intanto – spiega – l’olio di Seggiano, quello di olivastra seggianese si produce in un ambito territoriale limitato, di nicchia, caratterizzato da una monocultivar e per questo è fuori discussione la tipicità e l’unicità del prodotto. La storia dell’acquisizione dop per l’olio di Seggiano, lunga e tormentata è l’emblema di come dovrebbe essere una dop e per quali motivi deve essere difesa. Non a caso è stata approvata dall’Europa, nonostante la sua piccola dimensione territoriale».
E dunque, sostiene il produttore, sia i produttori che i consumatori devono capire il valore della dop e l’importanza di certificarlo: «I produttori per primi e i consumatori devono avere chiaro che per dire commercialmente che un olio è buono non basta dirlo a voce ma va documentato e provato. Certificando un olio dop si certifica che esso è unico, originale, non delocalizzabile, molto più che italiano. Ormai viviamo nel mondo delle frodi – commenta Menchetti – e il settore oleicolo, proprio per la presenza dei grandi produttori, è uno dei settori più a rischio. Se si vuole difendere un prodotto tipico di qualità legato al territorio, la dop è l’unica certificazione riconosciuta a livello europeo, difficilissima da ottenere e mantenere, che garantisce la piena tracciabilità del prodotto nonché la qualità superiore, visto che per superare la certificazione, la partita di olio deve superare esami chimico fisici e organolettici».
Questo rappresenta un costo per i produttori di olive e di olio, ma serve anche a evitare le frodi. «È questo il motivo per cui le dop stentano a partire – spiega Menchetti – perché i grandi produttori e molti frantoio non la vogliono. Invece il produttore, e in specie quello di Seggiano che ha un olio prezioso, deve capire che solo difendendo la qualità e la produzione locale, può dare un valore aggiunto al suo prodotto tipico, e aver dei ricavi, altrimenti è destinato a soccombere alla frode o alle multinazionali. Il maggior costo, con qualche anno di pazienza, sarà ricompensato da un maggior valore sulla vendita che andrà a vantaggio anche della produzione di olive se certificate».
Questo nel piccolo già sta succedendo, «ma bisogna che questa consapevolezza cresca – precisa Menchetti – altrimenti ben poco si farà per far crescere la dop Seggiano. Sappiamo bene che dop non vuol dire automaticamente bontà o superiorità in assoluto del prodotto. Ma la denominazione equivale a tipicità, certezza di origine, assenza di difetti e una qualità secondo i parametri fissati dal disciplinare di produzione. Questo è il terreno fertile, il contesto ideale dove le aziende possono operare e approcciare un mercato mondiale che premia l’origine delle produzioni. Possono farlo nell’ambito di un territorio la cui vocazione storico-produttiva è un valore autentico e riconosciuto, un patrimonio pubblico che loro stesse difendono e promuovono attraverso i loro oli dop, ognuno con il proprio posizionamento e con la propria storia da raccontare. Discorso analogo vale per le castagne, con il nome Amiata, perché molti furbi vendono, spacciandole per amiatine, le castagne provenienti da altri Paesi. I risultati arrivano se si investe nella qualità e nell’immagine dando le relative garanzie in base alle norme vigenti».
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