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Grosseto

marocchino a giudizio

Cerca di colpire gli agenti con una sedia dentro al bar

Cerca di colpire gli agenti con una sedia dentro al bar

GROSSETO. Il fatto è articolato in due episodi principali ma le contestazioni in Tribunale sono diventate cinque. Perché quelle molestie in stato di ubriachezza che avevano comportato l’intervento...

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GROSSETO. Il fatto è articolato in due episodi principali ma le contestazioni in Tribunale sono diventate cinque. Perché quelle molestie in stato di ubriachezza che avevano comportato l’intervento della polizia hanno prodotto una pagina di imputazioni, anche per i reati di resistenza, lesioni, oltraggio a pubblico ufficiale e mancata esibizione dei documenti.

Cinque imputazioni di cui dovrà rispondere un cittadino marocchino di 43 anni, Abdelhafid El Gani, rinviato a giudizio per l’udienza del 24 marzo di fronte al giudice Compagnucci (difesa Guerra). Il caso trattato all’udienza preliminare dal giudice Bilisari risale al 9 aprile 2013: quel giorno l’esercente di un bar di via Giusti aveva segnalato la presenza di un uomo che dava fastidio ai clienti (prima imputazione), evidentemente dopo aver bevuto qualcosa di troppo. Era arrivata la Volante, il cui equipaggio aveva per prima cosa chiesto all’uomo i documenti; stando all’imputazione, El Gani non li avrebbe mostrati (seconda imputazione). Non solo (terza imputazione): l’uomo avrebbe anche spintonato i due agenti cercando di colpirli con una sedia. A uno dei poliziotti agenti avrebbe anche preso la mano destra storcendogli il pollice; quando era stato accompagnato in Questura per l’identificazione e gli altri adempimenti, El Gani si sarebbe nuovamente scagliato contro gli agenti.

Quel pollice storto - e questa è la quarta imputazione, quella di lesioni - era stato refertato al pronto soccorso con tre giorni di guarigione.

Infine, l’oltraggio, perché El Gani avrebbe offeso gli agenti che gli stavano chiedendo i documenti davanti al titolare e agli avventori del bar: «Figli di p... Io non vi dò nessun documento, siete solo dei poliziotti di m... e io faccio quello che voglio, bastardi, non potete farmi nulla perché in Italia faccio come mi pare».(p.s.)

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