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5 Stelle: «Riorganizziamole e facciamole guadagnare»

GROSSETO. Il Movimento 5 Stelle «Provvederà a depositare atto di rinuncia a tutte le azioni giudiziali sinora avviate a tutela della procedura referendaria»: eccola la tregua sul caos legato alla...

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GROSSETO. Il Movimento 5 Stelle «Provvederà a depositare atto di rinuncia a tutte le azioni giudiziali sinora avviate a tutela della procedura referendaria»: eccola la tregua sul caos legato alla vendita di Farmacie comunali riunite spa.

«È la fine migliore di un capitolo che apre definitivamente la strada a un percorso nuovo, cui il movimento sta già lavorando dal giorno successivo alla mancata vendita, che sfocerà la prossima settimana nella presentazione di una proposta di delibera».

Ma questa non è una novità. «L’obiettivo che ci si propone è quello di un rilancio della società che passa non solo attraverso l’eliminazione degli errori e degli sprechi che hanno pregiudicato gli esiti gestionali degli ultimi anni, ma anche l’introduzione di novità che già in altre esperienze hanno trovato positivo riscontro. L’auspicio è che nel dibattito consiliare che seguirà, a prevalere sia una volontà costruttiva».

Ecco perché i grillini invitano «Maggioranza e opposizione a lavorare insieme sui contenuti della proposta di delibera che verrà presentata dando così vita ad un percorso di rilancio che, scevro da condizionamenti e divisioni, persegua unicamente l’interesse della collettività».

Accanto alla proposta di delibera, dal capogruppo Giacomo Gori dovrebbe arrivare anche un’interrogazione: «Lì – spiegano ancora dal movimento – ci sarà spazio per comprendere e magari risolvere le diverse criticità».

Nell’occhio del ciclone ci sono i magazzini delle diverse farmacie, metodi e tempi di acquisto dei prodotti. La sintesi del grillino-pensiero è chiara: l’azienda Farmacie, se gestita diversamente, può fare fior di utili ed essere una risorsa.

Intanto anche Cristina Citerni, la leader di Sel, torna a battere i pugni sul tavolo e urla l’altolà: «La vendita spezzatino, paventata da qualcuno, mi spaventa. I dipendenti non sarebbero per nulla tutelati. Il Comune deve capire che la soluzione è politica: la vendita non è gradita dalla gente».

E sulla presunta scarsa resa economica di Fcr spa: «Tanto per cominciare rendono. Non abbastanza? Ma il servizio pubblico non deve per forza far cassa, deve assolvere un servizio».

«L’impressione? - aggiunge – L’amministrazione continua a non valutare le conseguenze delle proprie azioni. Asili, aree peep, farmacie: prima si fanno le cose, poi ci si rende conto che si è provocato una reazione nella cittadinanza e ci si ripensa». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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